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America First?
Il martello di Trump
diventerà un boomerang

Come era prevedibile, Donald Trump ha incentrato su “America First” il suo primo discorso a Davos da presidente degli Stati Uniti. Ma questa sua filosofia favorirà quell’equità nel commercio alla quale fa appello il presidente Usa?

 

Dei suoi circa 15 minuti di discorso, Trump ne ha spesi una dozzina raccontando quanto l’economia statunitense prospererebbe grazie alla sua politica di “America First”.
Da tempo l’enorme deficit commerciale con alcuni paesi – tra i quali la Cina – viene giudicato dagli Stati Uniti come un’ingiustizia prodotta dal libero commercio.

 

Al contrario, le cause del deficit sono complesse. La complementarità tra partner commerciali e la struttura economica di ciascun paese sono tutti fattori che contribuiscono al deficit. Addossarne interamente la colpa ad altri paesi ignorando le proprie responsabilità non è né obiettivo né giusto.

 

Nello stesso tempo, per giudicare la correttezza di una determinata condotta commerciale, non bisognerebbe concentrarsi soltanto sul volume degli scambi, ma anche sui benefici reali. Ad esempio, grazie al libero commercio il popolo americano ha potuto acquistare più merci di alta qualità a basso prezzo, mentre le aziende statunitensi hanno accumulato profitti con gli investimenti in paesi con un vantaggio competitivo.
Un sondaggio rivela che il commercio sino-statunitense ha permesso ad ogni famiglia statunitense di risparmiare mediamente 850 dollari all’anno. Da questa prospettiva, cosa c’è di ingiusto?

 

Portando il vessillo del libero commercio, un tempo gli Stati Uniti erano impegnati a promuovere il sistema globale di libero commercio e approfittavano dei vantaggi di esserne il perno.
Ma in questa nuova era, che vede l’ascesa di economie emergenti, gli Stati Uniti hanno scelto di voltare le spalle al libero commercio in favore di una politica di “America First” ignorando le loro responsabilità internazionali.

 

Gli Stati Uniti sono come un pugile che rispetta le regole quando domina il combattimento, ma che pretende che le stesse vengano cambiate quando sta perdendo. Questo non è il comportamento che si addice a una potenza mondiale responsabile.
Quello del beneficio reciproco è il principio fondamentale del commercio internazionale contemporaneo, mentre il doppio standard può solo ritorcersi contro chi lo pratica.

 

Lo slogan “America First” è servito a Trump per vincere le elezioni presidenziali ma potrebbe diventare un boomerang nelle trattative con i suoi partner commerciali. Il libero commercio unito alla priorità “America First” equivale infatti a darsi la zappa sui piedi.

 

Il primo anniversario della presidenza Trump è trascorso con la chiusura forzata degli uffici governativi. Se gli Stati Uniti continueranno a brandire il martello protezionista dell’”America First” andranno incontro a una crisi più profonda e più grave.