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Tsipras dà il via libera
alla privatizzazione
del Pireo, a COSCO il 67%

La prima grande privatizzazione del governo greco presieduto da Alexis Tsipras sarà quella del Pireo, con il 67% delle azioni del porto ateniese pronte a essere cedute all’azienda di Stato cinese COSCO.

Ieri le autorità elleniche hanno attribuito lo status di “offerente privilegiato” – non sono arrivate altre richieste – a COSCO, che ha messo sul tavolo 368,5 milioni di euro, 22 euro ad azione (con un premio del 70% rispetto alla quotazione di 12,95 euro registrata ieri pomeriggio alla chiusura dei mercati).

L’intera operazione Pireo – prezzo d’acquisto, investimenti successivi e altri fattori – è valutata in 1,5 miliardi di dollari.

 

L’accordo dovrà essere approvato il mese prossimo dall’autorità portuale ellenica e passare al parlamento di Atene, che dovrebbe dare l’ok entro i prossimi tre mesi.

 

Il porto voluto nel V secolo a.C. da Temistocle per soppiantare quello facilmente attaccabile del Falero, nel nuovo secolo cinese è diventato strategico per Pechino, perché sarà uno dei punti d’approdo dell’iniziativa “Belt and Road”, la via della Seta marittima e la via della Seta del XXI secolo attraverso le quali la Repubblica popolare mira a espandere i suoi commerci e la sua influenza dal continente asiatico e quello europeo.

 

Il China Daily ricorda che “in una visita del giugno scorso, il premier Li Keqiang ha definito il Pireo la porta d’accesso cinese all’Europa”. Secondo il quotidiano governativo, “da quando, nel 2009, il colosso cinese dei trasporti marittimi iniziò le operazioni di container al Pireo, il traffico è cresciuto bruscamente, facendone uno dei porti del mondo che si sta sviluppando più rapidamente”.

 

TOPSHOTS The leader of the leftist Syriza party, Alexis Tsipras, listens to a question during a televised press conference on January 23, 2015 at the Zappion Hall in Athens. Greeks vote on January 25 in a general election for the second time in three years, with radical leftists Syriza leading the polls with a promise to renegotiate the international bailout that has imposed five years of austerity on the country. AFP PHOTO/LOUISA GOULIAMAKI

 

Lo Hellenic Republic Asset Development Fund e COSCO ieri si sono accordate inoltre per un investimento cinese obbligatorio di 350 milioni di euro nei prossimi dieci anni, 300 dei quali nel primo quinquennio. COSCO potrebbe investire fino a ulteriori 270 milioni entro il 2025.

 

Dalla Banca nazionale greca e dalle agenzie di consulenza che hanno favorito l’intesa fioccano le cifre sui suoi effetti taumaturgici: entrate potenziali per l’economia greca pari a 5,1 miliardi di euro all’anno e 125.000 nuovi posti di lavoro.

 

Il trasferimento ai cinesi avverrà in due passaggi: COSCO acquisterà subito il 51% delle azioni per un valore di 280,5 milioni di euro e il rimanente 16% nei prossimi cinque anni, per un esborso di ulteriori 88 milioni di euro.

Lo Stato greco manterrà inizialmente il 23% delle azioni del Porto, che scenderanno al 7% alla conclusione dell’operazione.

 

La cessione del Pireo a COSCO dovrebbe rappresentare un primo passo per ulteriori acquisti cinesi in Grecia. Secondo quanto riferito dall’agenzia Xinhua, l’altro ieri il premier Li Keqiang ha telefonato a Tsipras per ribadirgli l’interesse di Pechino a continuare a investire nella penisola ellenica.

I prossimi passi potrebbero essere la costruzione di un centro logistico alla periferia di Atene e il nuovo aeroporto dell’isola di Creta.

 

Sono ormai soltanto un’eco lontana gli strepiti contro la privatizzazione del Pireo dell’ex ministro Lafazanis, di cui lo spregiudicato premier greco si è sbarazzato con le ultime elezioni, nelle quali l’ex ala sinistra del suo partito – SYRIZA – si è presentata come Alleanza popolare (anti-memorandum) venendo bocciata dell’elettorato.

 

Nel luglio scorso, Tsipras aveva ceduto alle pressioni internazionali accettando un terzo pacchetto di prestiti da 86 miliardi di euro in cambio di un programma di riforme economiche che prevedono, tra l’altro, privatizzazioni e tagli alla spesa pubblica.

 

Per quanto riguarda il governo dell’ex barricadero Tsipras, l’accordo sul Pireo rappresenta solo il primo tassello di massicce privatizzazioni nel settore dei trasporti e delle infrastrutture nell’ambito delle quali sono in programma, nei prossimi mesi, la concessione del centro di trasporto merci di Thriasio (nell’Attica occidentale), la privatizzazione del porto di Salonicco e l’ammodernamento e la privatizzazione di parte dell’infrastruttura ferroviaria greca.

 

21 gennaio 2015