home chi sono archivio



Asia Power Index:
dominio Usa nella Regione
cesserà nel 2030

Con l’attuale comandante in capo, la guida statunitense dell’Asia ha i giorni contati. A sostenerlo è il Lowy Institute, che oggi ha pubblicato a New York il suo primo “Asia Power Index”.

Secondo il think tank australiano, se Donald Trump continuerà a portare avanti la sua politica estera aggressiva e confusa, nel 2030 la Cina peserà più degli Usa nel continente più popoloso, dinamico e ricco del pianeta.
Il Centro di ricerca prevede che tra 12 anni, il prodotto interno lordo cinese (a parità di potere d’acquisto) sarà il doppio di quello statunitense.

Vai a “Asia Power Index” del Lowy Institute →

 

Nel suo indice relativo a 25 stati del Continente, il Lowy Institute attribuisce agli Usa (nazione non asiatica, ma con una forte presenza militare e commerciale, e una grande influenza politica nell’area) il punteggio di 85. Washington supera ancora Pechino per quanto riguarda le risorse economiche, le capacità militari, la resilienza, il network di difesa e l’influenza culturale.

La Cina, seconda col punteggio di 75,5 è davanti agli Usa negli altri indicatori oggetto di esame: tendenze future, influenza diplomatica, rapporti economici.
Seguono Giappone, India e Russia, mentre gli ultimi posti in classifica sono occupati da Nepal, Laos, Mongolia e Cambogia.

 

Secondo il Lowy Institute, le fonti principali dell’influenza degli Stati Uniti in Asia sono la loro potenza militare e i loro network di difesa, il loro sistema d’insegnamento universitario e i loro mass media.
Ma il centro studi australiano definisce l’attuale diplomazia Usa in Asia di una “debolezza abbagliante”.

“Il tallone d’Achille degli Stati uniti è rappresentato dalle loro relazioni economiche – ha spiegato Herve Lemahieu, direttore dell’Asia Power Index”. Secondo il ricercatore del Lowy Institute “la presidenza Trump sta minando ogni aspetto del potere statunitense che dà a Washington un vantaggio competitivo sulla Cina: è scettico sul sistema delle alleanze, è contrario al libero commercio, mentre qualsiasi guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti coinvolgerebbe ovviamente anche altri paesi”.

 

La Cina, che pure in Asia ha contenziosi territoriali con diversi stati, grazie a iniziative come la Belt and Road (BRI) “ha superato gli Stati Uniti come paese più influente nella regione Asia-Pacifico, grazie al fatto che capisce le sue relazioni economiche e perché ha definito un’agenda strategica che può portare avanti grazie a iniziative come la BRI”.