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Crescono i salari,
Shanghai la più ricca
Invariato gap est-interno




Il reddito pro capite cresce praticamente ovunque in Cina, ma permangono profonde disparità tra le città e le province tradizionalmente più sviluppate e le aree più arretrate. È questo il quadro generale che si ricava dai dati, relativi al primo trimestre 2018, pubblicati oggi dall’Ufficio nazionale di statistica (NBS).

 

Shanghai mantiene la prima posizione tra le 31 giurisdizioni con status di provincia, con un reddito medio di 17.277 yuan/anno (2.347 euro), in crescita del 9,1% rispetto ai primi tre mesi del 2017. Seconda Pechino (+8,3%), con 15.767 yuan (2.142 euro).
In fondo alla classifica le regioni autonome del Tibet (3.163 yuan) e del Xinjiang (4.593 yuan). Nel primo trimestre 2018, in Tibet il reddito medio è cresciuto più che altrove: +12,3% rispetto al 2017.

 

Oltre a Shanghai e Pechino, le prime cinque posizioni sono occupate dalle province orientali dello Zhejiang e del Jiangsu e dalla metropoli nord-orientale dei Tianjin, tutte con salari medi di oltre 10.000 yuan.

 

Secondo i dati del NBS la crescita delle retribuzioni è stata generalizzata (non inferiore al 6% in media), tuttavia non è finora riuscita ad attenuare le differenze tra le aree più sviluppate (costiere) e quelle più arretrate del Paese (quelle dell’interno e della periferia occidentale), riduzione che rappresenta uno dei principali obiettivi di politica economica dell’Amministrazione di Xi Jinping.



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