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Robotica industriale,
la cinese Midea all’assalto
della tedesca Kuka




robot

 

Midea, uno dei giganti cinesi degli elettrodomestici, ha lanciato un’offerta cash per diventare azionista di maggioranza di Kuka che valuta 4,6 miliardi di dollari l’azienda leader in Germania nel settore della robotica industriale.

 

La compagnia cinese con sede nella metropoli di Shenzhen (nella provincia meridionale del Guangdong) è pronta a pagare 115 euro per ogni azione di Kuka, le cui macchine producono – tra l’altro –  per Audi, BMW e Boeing.

 

Il board di Kuka ha fatto sapere che sta valutando la proposta cinese.

 

Con l’offerta cash presentata oggi, Midea mira a diventare uno dei principali azionisti di Kuka, incrementando di almeno il 30% il suo attuale 13,5% del pacchetto azionario. Secondo il Financial Times, “fonti vicine all’offerta” sono consapevoli che il governo tedesco la affronterà con la massima cautela, dato che Kuka è depositaria di segreti industriali di massima importanza per la Germania.

 

Il 13° Piano quinquennale recentemente approvato dalla Repubblica popolare cinese punta sulla robotica industriale, nell’ambito della cosiddetta Industria 4.0, la nuova “rivoluzione industriale” che si basa sull’integrazione tra automazione spinta e internet delle cose (IoT), per sviluppare la quale Pechino ha scommesso soprattutto sulla Germania (Siemens è tra i protagonisti del tentativo di aggiornamento produttivo della Cina, che nel campo della robotica manca ancora della tecnologia essenziale).

 

“Midea vuole costruire fabbriche automatizzate che utilizzino meno lavoratori e più apparecchiature intelligenti, nel momento in cui la popolazione in età lavorativa in Cina sta diminuendo e il costo della manodopera continua a crescere – ha spiegato a Bloomberg Juliette Liu, analista di Yuanta Securities Co. -. L’azienda intende utilizzare Kuka per affermare il suo dominio nel campo della robotica industriale in Cina”.

 

 

L’assalto di Midea a Kuka arriva dopo che, nel gennaio scorso, ChemChina aveva acquistato per circa 1 miliardo di dollari il produttore di macchine utensili tedesco KraussMaffei Group.

 

Midea – come nel caso dell’acquisto di Pirelli da parte di ChemChina – ha promesso di tutelare l’indipendenza di Kuka, mantenendone il quartier generale ad Augusta e lasciandone invariato il management.

 

All’inizio del mese Till Reuter, amministratore delegato di Kuka, aveva fatto sapere che Midea lo aveva contattato richiedendo l’automazione dei suoi oltre 100 centri di logistica. “Chiaramente in Cina ci sono delle possibilità – aveva dichiarato Reuter -. Ma in tutta la Cina, non soltanto con Midea”.

 

Kuka – che vende la metà dei suoi robot in Europa e ne esporta attualmente in Cina circa il 15% – ha l’obiettivo di raddoppiare nel 2020 le vendite del 2014, portandole tra i 4 e i 4,5 miliardi di euro.

 

 



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