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L’anti-corruzione nei “quattro comprensivi”, Xi blinda il suo governo

cinaforum

detail of the hands, china 2012, h4g2

 

La teoria dei Quattro Comprensivi recentemente annunciata da Xi Jinping costituisce un elemento cruciale per riformare il Partito comunista cinese (Pcc).

È probabile che i Quattro Comprensivi siano proposti come contributo di Xi al corpus teoretico del Pcc, e che forniscano legittimazione ideologica alla riforma e alla campagna anti-corruzione promosse dal presidente. In tal caso, questo nuovo concetto rappresenta uno strumento importante per analizzare la direzione futura della leadership di Xi Jinping e chiarisce che la tendenza in corso verso un maggiore accentramento del potere e una maggiore disciplina di partito è destinata a proseguire.

 

I Quattro Comprensivi si concentrano su: la costruzione di una società moderatamente benestante; l’intensificazione delle riforme economiche; il governo secondo la legge; il governo inflessibile del Partito.

Il quarto punto mira a trasformare la campagna anti-corruzione di Xi in un elemento chiave della legittimità ideologica del suo governo. Per i detrattori sarà molto difficile criticare questa scelta, se diventerà parte della filosofia che guida il Partito. All’interno del sistema del Pcc, i nuovi leader devono sempre esplicitare i loro programmi politici e le loro visioni del paese rendendole un’estensione naturale del corpus del marxismo-leninismo e del pensiero di Mao: ciò fornisce a un leader il mandato a governare e lo mette al riparo da chi intenda criticare le sue politiche come contrarie ai canoni ideologici del Pcc.

 

In questo momento critico della leadership di Xi è molto importante poter disporre di questa difesa ideologica contro i suoi detrattori e le fazioni avversarie. Nel 2014, la campagna anti-corruzione ha conquistato lo scalpo di una quantità di “grosse tigri”, come Zhou Yongkang, Ling Jihua e Xu Caihou. Il crollo repentino di così tanti leader di partito di alto rango in un solo anno non si vedeva dagli anni Ottanta, o forse addirittura dal bagno di sangue all’interno del Partito durante la Rivoluzione culturale.

Le autorità hanno dichiarato che la Campagna finora ha punito oltre 100.000 quadri. E pare che alcuni membri anziani del Partito siano preoccupati che essa stia destabilizzando la legittimità e l’integrità dello stesso Pcc. Gli ex leader Jiang Zemin e Hu Jintao si sono entrambi espressi sul fatto che la Campagna si sarebbe spinta troppo oltre.

 

Le dinamiche della leadership cinese possono essere paragonate a una marea, che alterna diverse priorità: da quella della purezza ideologica, alle riforme economiche, al consolidamento del potere politico. Nel 1987, il teorico conservatore Deng Liqun definì i tesi dibattiti ideologici degli anni Ottanta come una serie di cicli di fang-shou (apertura e restrizione). L’apertura è caratterizzata da un’ideologia più moderata, riforme economiche e conferimento di poteri alle province. La restrizione porta con sé un’ideologia conservatrice, meno riforme economiche e un consolidamento del potere nella burocrazia centrale.

Utilizzando queste categorie, possiamo considerare quello di Hu Jintao – Wen Jiabao come un ciclo di apertura. Lo stimolo del 2009 diede ai leader delle province risorse fiscali senza precedenti, per raggiungere gli ambiziosi obiettivi fissati alla vigilia del 18° Congresso del Partito del 2012. Il regno di Hu fu caratterizzato anche da un controllo relativamente debole sull’esercito. A leader provinciali come Bo Xilai e Wang Yang fu permesso di condurre vere e proprie campagne pubbliche per ottenere una promozione politica. E leader nazionali anziani come Liu Zhijun e Zhou Yongkang si rivelarono abili a costruirsi feudi, come capi rispettivamente delle ferrovie e della sicurezza interna.

 

Fu nel bel mezzo di questa crisi esistenziale del partito che Xi è arrivato al potere. La debolezza e i fallimenti dell’era Hu furono considerati responsabili del livello di corruzione senza precedenti. E ciò diede a Xi un mandato forte per iniziare un ciclo di restrizione, per riformare il partito e centralizzare il potere. Xi inoltre ha provato rapidamente a creare una serie di “comitati esecutivi” per assumere su di sé e centralizzare il controllo di alcune politiche chiave (essenzialmente riforme e sicurezza interna, ndt).

 

Il ciclo di restrizione ha i suoi vincitori. Il ministero delle Finanze ha accresciuto i suoi poteri fiscali a scapito delle province, la sanità ha ricevuto più poteri e una serie di altri ministeri centrali sono stati rafforzati.

Facendo della lotta alla corruzione una parte costituente dei Quattro Comprensivi, Xi Jinping ha reso molto difficile per gli altri criticare la Campagna senza nello stesso tempo dare l’impressione di contraddire la base teoretica del Partito. Ciò ora gli dà la possibilità di perseguire altri apparentemente intoccabili leader anziani, nonostante le proteste di alcuni “mediatori” nel Partito.

Mentre la Cina è alle prese con il fardello del suo debito e col rallentamento della sua economia, alcuni hanno criticato l’intensità della Campagna di Xi, che minaccerebbe la stabilità del governo. Ma il ciclo di restrizione non sembra rallentare. Al contrario, la sua intensità sembra aumentare. E Xi pare ritenere che, in un contesto economico di new normal, il Partito possa sopravvivere solo se cambia radicalmente la sua struttura e la sua governance.

 

 

Tratto da EASTASIAFORUM

Angus Nicholson è dottorando presso la Crawford School of Public Policy della Australian National University