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Piano energetico 2014-2020: meno carbone, più nucleare e gas

 

Il Consiglio di Stato (il governo) cinese ha reso noto oggi il suo Energy Development Strategy Action 2014-2020, il piano energetico del paese per i prossimi sei anni.

Il documento arriva pochi giorni dopo l’impegno preso dal presidente cinese Xi Jinping, assieme al suo omologo statunitense Barack Obama, per una riduzione dei gas serra responsabili del riscaldamento globale.

E, soprattutto, dovrebbe riflettere le mutate esigenze di un paese, la Cina, la cui crescita economica sembra subire un rallentamento strutturale e i cui problemi ambientali non ammettono più rinvii nella ricerca di soluzioni efficaci.

Quella elaborata da Pechino per il periodo 2014-2020 è una strategia in cinque punti: incremento della produzione di petrolio grazie a un migliore sfruttamento delle riserve più consistenti già accertate e l’esplorazione dei giacimenti offshore; riduzione degli sprechi e aumento dell’efficienza energetica nelle aree urbane e rurali; riduzione della porzione di carbone all’interno del mix energetico nazionale; allargamento della cooperazione energetica internazionale; promozione dell’innovazione tecnologica in campo energetico.

 

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Xinhua, il consumo annuale di carbone (principale responsabile delle emissioni di CO2) fino al 2020 verrà tenuto al di sotto dei 4,2 miliardi di tonnellate, il 16,3% in più rispetto ai consumi del 2013.

Ma, sempre per il 2020, il totale di combustibili non fossili all’interno del mix energetico del paese salirà al 15% rispetto al 9,8% del 2013. La percentuale di gas naturale supererà il 10% e quella di carbone scenderà al 62%. Sempre entro il 2020, la produzione di metano e gas di scisto dovrebbe raggiungere i 30 miliardi di metri cubi annui.

L’idroelettrico, l’eolico e il solare dovrebbero produrre rispettivamente 350, 200 e 100 gigawatt di energia.

Per quanto riguarda l’energia nucleare, si fissa il traguardo di 58 gigawatt operativi e 30 gigawatt in costruzione entro il 2020 e si parla della possibilità di costruire nuove centrali nelle regioni orientali del Paese.

 

19 novembre 2014