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Myanmar-Cina, al via
oleodotto per bypassare
lo Stretto di Malacca




TianJin-Myanmar

 

Dopo anni di rinvii, l’alto ieri è stato finalmente inaugurato l’oleodotto di Made Island, che trasporterà tonnellate di greggio da Myanmar alla Cina.

L’opera è di grande importanza per Pechino, in quanto le permette di approvvigionarsi di petrolio (di cui la Repubblica popolare, con 308 milioni di tonnellate importate nel 2016, è il primo consumatore al mondo) in arrivo dal Medio Oriente senza passare per lo Stretto di Malacca, corridoio finora obbligato (e sempre più pericoloso a causa delle scorribande dei pirati) per le navi provenienti dal Medio Oriente e dal nord Africa che, attraverso l’Oceano indiano e lo Stretto di Malacca portano l’oro nero nella voracissima Repubblica popolare.

 

Non è solo il rischio pirati nello Stretto di Malacca a rendere particolarmente utile il nuovo oleodotto: con l’aumento della sua domanda di greggio, la Cina ha anche semplicemente bisogno di diversificare le sue importazioni. L’anno scorso la domanda cinese è cresciuta infatti del 14%, al ritmo più sostenuto dal 2010.
Il nuovo oleodotto parte dal porto di Made Island in Myanmar e – dopo aver percorso 771 chilometri – termina nella provincia dello Yunnan (nel sud-ovest della Cina), dove un impianto del colosso statale PetroChina può raffinare fino a 13 milioni di tonnellate di greggio all’anno.

 

Inoltre, lo scalo di partenza in Myanmar è dotato di 12 tank di stoccaggio giganti in grado di ospitare il greggio prima di immetterlo nell’oleodotto.

 

L’oleodotto di Made Island – una joint venture tra la cinese CNPC (che ne detiene il 50,9%) e la Myanmar Oil and Gas Enterprise – rientra nella Belt and Road Initiative (BRI), il progetto di sviluppo di reti infrastrutturali voluto dal presidente cinese Xi Jinping che promette di moltiplicare i collegamenti tra Asia ed Europa, passando per l’Asia centrale, il Sud-est asiatico, l’Africa e il Medio Oriente.

 

L’agenzia Xinhua riferisce che l’opera ha una capacità di 140.000 tonnellate (circa 1 milione di barili).
Questa inaugurazione “potrebbe mandare un messaggio a quei paesi che non hanno ancora deciso se entrare a farvi parte, facendo capire loro che quest’iniziativa rappresenta una delle principali priorità strategiche della Cina e può portare benefici ai partecipanti”, ha dichirato Fan Hongwei, docente di relazioni internazionali all’Università di Xiamen.

I test sui 771 chilometri di lunghezza di questo oleodotto erano iniziati nel 2015. Secondo Xinhua l’infrastruttura potrà trasportare 22 milioni di tonnellate di greggio all’anno, due delle quali inizialmente soltanto due andranno a Myanmar, la cui domanda però è destinata a crescere, essendo il paese del Sud-est asiatico in una fase di forte sviluppo dopo il passaggio del governo dalle mani dei militari a quelle dei civili.



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