Metropoli, New Media, Società

One-night stand sdoganate, milioni di giovani “a caccia” con Momo




momo, app, app momo, dating china, dating, momo dating, momo china

momo code!, roshan panjwani

 

Cinquecento milioni di accessi ad Internet via cellulare e 386 milioni di utenti di smartphone alla fine del 2013. Il settore delle applicazioni in Cina può contare su numeri da capogiro ed è in rapida, costante espansione. Tanto che quelle per i telefonini di ultima generazione sono diventate parte integrante di ogni sfera della vita quotidiana e mettono a disposizione i servizi più disparati: informazione, video game, musica, instant messaging… Ma, alcune app, promettono molto di più.

È il caso di Momo (陌陌), discussa e popolare applicazione di online dating simile alla statunitense Tinder che, attraverso un sistema di localizzazione GPS, consente di chattare con altri utenti sconosciuti individuati nei dintorni (il carattere cinese 陌ha proprio il significato di “estraneo”). Il programmino permette d’inviare messaggi scritti e vocali, immagini, informazioni sulla propria localizzazione ed è connesso a social network come Weibo e Renren. Gli utenti di Momo hanno la possibilità di inserire sul proprio profilo fotografie e informazioni personali, così da “mettersi in vetrina” per potenziali nuovi amici.

La società proprietaria dell’applicazione, la Beijing Momo Technology Company (北京陌陌科技有限公司), è stata fondata nel marzo del 2011 da Tang Yan (attuale CEO), Zhang Sichuan, Lei Xiaolang e Li Zhiwei, provenienti dai giganti dell’IT cinese NetEase ( 网易), Sina Corp (新郎) e Phoenix New Media (凤凰网. La prima uscita di Momo nella Repubblica popolare risale all’8 agosto del 2011, mentre la versione internazionale, in lingua inglese, è stata lanciata nell’ottobre del 2012. Il software al momento è disponibile per iOS, Android e Windows Phone, mentre la versione in inglese (con meno funzioni disponibili) per ora è compatibile solo con il sistema operativo iOS.

 

Le nuove generazioni spalancano le porte del gigantesco mercato del cyber-dating

Fin dal primo momento, la app ha evidenziato grandi potenzialità: già nel dicembre del 2011, a pochi mesi dal suo ingresso sul mercato, Momo annunciava di aver superato il mezzo milione di utenti. Tre mesi dopo, la cifra raggiungeva i due milioni, arrivando a 10 milioni nell’agosto 2012. Negli ultimi mesi, l’applicazione ha continuato a crescere a un ritmo sostenuto, sfiorando i 100 milioni nel febbraio di quest’anno, circa il doppio di quelli dell’americano Foursquare, lanciato due anni prima di Momo e disponibile in ben 12 lingue. Attualmente, circa 13 milioni di persone utilizzano in Momo quotidianamente, generando un traffico giornaliero medio di 500 milioni di messaggi.

Il CEO Tang Yan ha raccontato che l’idea della app gli venne nel 2010 a Guangzhou (il capoluogo della provincia del Guangdong), dove si trovava in occasione dei Giochi Asiatici. In quei giorni, incontrò molte belle donne ma non ebbe mai il coraggio di avvicinarle per invitarle ad uscire: di qui l’idea di creare uno strumento tecnologico che aiutasse i cinesi – generalmente, per cultura e forma mentis, piuttosto timidi e restii a parlare con gli estranei – nell’interazione sociale.

Considerati i dati di crescita della app, l’intuizione di Tang Yan si è rivelata azzeccata. Il suo successo è facilmente spiegabile: esso infatti si inserisce in un contesto in cui le nuove tecnologie permeano in un maniera sempre più capillare la vita delle metropoli cinesi, e allo stesso tempo trae vantaggio da un mutato atteggiamento nei confronti del sesso – e in generale delle relazioni sociali – da parte delle nuove generazioni, molto più aperte e disinibite rispetto ai propri genitori.

 

Via i contenuti sconvenienti, il segreto del successo è anche collaborare con le autorità

Sebbene Momo si presenti ufficialmente come un innocente mezzo con cui allargare la propria cerchia di conoscenze, la sua fama è legata soprattutto al suo utilizzo per la ricerca di incontri sessuali occasionali, tanto che è spesso apostrofata come “strumento magico per farsi una scopata” (约炮神器)¹. In molti casi, infatti, le conversazioni in chat culminano in una one-night stand, un’avventura di una notte, e molti utenti ammettono di utilizzare Momo principalmente per questo scopo.

Proprio per questo l’applicazione è stata tra i bersagli della campagna contro la pornografia su Internet lanciata dall’Ufficio nazionale contro la pornografia e le pubblicazioni illegali lo scorso aprile allo scopo di rimuovere dalla rete qualsiasi contenuto giudicato offensivo nei confronti della morale pubblica e dannoso per i minori. In quegli stessi giorni, l’agenzia di stampa Xinhua pubblicava un articolo di pesante critica all’applicazione, tacciata di incoraggiare comportamenti contrari alla morale socialista e soprattutto di incentivare l’industria sessuale: in particolare, l’articolo fa riferimento al fatto che molti dei profili femminili presenti sono in realtà vetrine utilizzate dalle prostitute per procacciarsi clienti.

La Beijing Momo Technology Company ha risposto dichiarando in più occasioni che l’intento dell’applicazione non è mai stato di natura sessuale e affermando il massimo impegno dell’azienda affinché siano rispettati gli standard morali richiesti e non siano pubblicati la contenuti sconvenienti o pornografici, immediatamente individuati e rimossi dagli amministratori.

Nonostante le critiche, per qualche inguaribile romantico Momo ha significato ben altro che una semplice avventura di una notte: alcuni utenti dichiarano infatti di aver trovato l’anima gemella, e in alcuni casi le relazioni iniziate in chat sono culminate addirittura con il matrimonio.

 

 

¹ L’espressione è stata utilizzata per la prima volta da Mike Sui, sino-americano divenuto famoso grazie al video “12 Beijingers” postato online il 27 aprile del 2012 e divenuto presto virale raggiungendo più di 5 milioni di visualizzazioni. Nel video il giovane interpreta, imitandone l’accento e la gestualità, dodici personaggi di diverse nazionalità, uno dei quali menziona Momo definendola appunto “uno strumento magico per farsi una scopata” (约炮神器).

 

 

 



Commenti


Articoli correlati