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Londra, al debutto bond “dim sum” della Banca centrale di Pechino

La Banca centrale cinese ha venduto ieri a Londra i suoi primi bond “dim sum” denominati in yuan (la valuta della Repubblica popolare), con le richieste che hanno superato di sei volte l’offerta.

I bond “dim sum” (che prendono il nome dalla caratteristica cucina di Hong Kong) sono obbligazioni denominate in yuan vendute al di fuori della Cina.

 

I primi dim sum bonds della People’s Bank of China (PBOC) sono stati messi all’asta in coincidenza con la visita di stato nel Regno Unito del presidente cinese Xi Jinping e pagheranno un interesse del 3,10%.

Ne sono stati ordinati per 30 miliardi di yuan (l’equivalente di 4,15 miliardi di euro) a fronte di una disponibilità di circa 5 miliardi di yuan.

Secondo l’agenzia Reuters, il 51% dei bond (a scadenza annuale) emessi dalla PBOC sono stati sottoscritti da investitori asiatici, il restante 49% se lo sono diviso europei e statunitensi.

An employee counts yuan banknotes at a branch of Bank of China in Taiyuan

La mossa della PBOC rappresenta un ulteriore passaggio in direzione della internazionalizzazione dello yuan (o renminbi), che mira a erodere il dominio del dollaro come valuta di riferimento per gli scambi internazionali. E, d’altro canto, rafforza la posizione di Londra tra i mercati non asiatici dello yuan.

 

Secondo HSBC, la principale banca internazionale presente in Cina, a questo punto, lo yuan ha già “soddisfatto tutti i requisiti” per essere incluso nello Special Drawing Rights (SDR) del Fondo Monetario Internazionale (FMI).

Per Pechino l’inserimento dello yuan nello SDR – il “paniere” di monete di riserva del FMI, che include dollaro Usa, sterlina britannica, euro e yen giapponese – rappresenta un passaggio fondamentale per la consacrazione internazionale della sua valuta.

 

21 ottobre 2015