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Le riserve di valuta
estera della Cina scendono
al di sotto dei 3.000 miliardi




 

Le riserve di valuta estera della Cina si sono attestate il mese scorso a 2,99 trilioni di dollari, scendendo – per la prima volta dal febbraio 2011 – al di sotto della soglia “psicologica” dei 3.000 miliardi.

Lo rivelano i dati ufficiali pubblicati dalla State Administration of Foreign Exchange di Pechino, che sottolineano anche che a gennaio 2017 le riserve di valuta estera si sono erose (-12,3 miliardi) per il settimo mese consecutivo, nonostante i tentativi del governo di arginarne il calo. “La fuga di capitali è stata notevolmente contenuta e in futuro raggiungerà un punto di equilibrio. Le attuali riserve sono adeguate”, ha puntualizzato con una nota ufficiale l’organismo governativo.

 

Secondo quanto riportato dalla State Administration of Foreign Exchange, il crollo delle riserve è stato determinato sia dagli interventi della People’s Bank of China (la Banca centrale che ha venduto valute estere e comprato yuan) sia da fattori “stagionali” tra cui l’acquisto di viaggi all’estero per i lunghi festeggiamenti del Capodanno lunare cinese.

 

Le autorità di Pechino sottolineano che la Cina possiede tuttora le riserve di valuta estera più ingenti del mondo e che la seconda economia del Pianeta continua ad accumulare ogni mese ingenti surplus commerciali.

 

Un’ulteriore riduzione delle riserve di valuta estera potrebbe comunque spingere le autorità di Pechino a varare controlli più stretti sui flussi in uscita e sulle compagnie che trasferiscono denaro verso altri Stati.

 

 



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