Economia

Italia, i turisti del dragone si attirano con i social network




tea cup, abbey hendrickson

 

L’ultimo capodanno lunare ha fatto registrare un incremento del turismo cinese all’estero del 18%. Per il 19 febbraio 2015, quando l’anno del Cavallo lascerà il passo a quello della Capra, la quantità di viaggiatori cinesi che opteranno per destinazioni internazionali – secondo esperti ed operatori del settore – è destinata a crescere ulteriormente, in maniera rilevante. E il 2015 sarà anche l’anno dell’Expo, un’occasione che porterà in Italia businessmen e turisti da tutto il mondo, Cina compresa. Tuttavia, nonostante la sua storia, le città d’arte e il “made in Italy”, l’Italia – ci raccontano i dati sui loro ingressi – non è ai primi posti tra le destinazioni preferite dai cinesi.

 

Come attrarre nuovi ricchi e classe media, un workshop a Rimini

Quali siano le principali ragioni che impediscono al nostro paese di salire ai vertici delle classifiche, come rendere l’Italia una delle mete ambite dai turisti cinesi, come attrezzarsi per far sì che le strutture siano “chinese friendly”, sono alcuni dei temi affrontati il 20 marzo scorso all’Hotel Savoia di Rimini durante il workshop “Marketing Cina – alla conquista dei turisti cinesi”, organizzato da Chinese Friendly Italy, network di enti pubblici e privati (alberghi, ristoranti, musei, agenzie viaggi, etc.) che ha come mission quella di rendere il settore turistico italiano “Chinese friendly” e migliorare i servizi di accoglienza per i visitatori in arrivo dalla Repubblica popolare. Durante il seminario, che ha visto la partecipazione di esperti di marketing del turismo, operatori del settore e rappresentanti di enti pubblici, sono stati forniti dati interessanti: si stima che nel 2014 i viaggi all’estero provenienti dalla Cina saranno 110 milioni, mentre nel 2012 se ne erano registrati 83 milioni, 15% in più rispetto al 2011. Inoltre, secondo il Ministero affari esteri, la spesa per turismo outgoing ha raggiunto 102 miliardi di dollari nel 2012, registrando un 40% in più rispetto al 2011. I periodi privilegiati dai cinesi per le vacanze all’estero sono il Capodanno (gennaio-febbraio), le ferie estive (luglio-agosto), e il mese di dicembre.

Gli esperti di turismo francesi stimano in 25/27 milioni all’anno il numero di cinesi che hanno motivazioni, soldi e tempo per viaggiare in paesi europei. D’altra parte, i dati disaggregati dei rapporti di China national tourism admnistration (Ctna) evidenziano come il movimento turistico “in uscita (dalla Cina) continui a rafforzarsi rispetto alle destinazioni “leader” (Hong Kong e Macao) e a quelle del sud est asiatico. Le altre destinazioni, in particolare quelle europee e italiane, hanno tassi di crescita più ridotti. Secondo i dati Istat, la richiesta di visti turistici per l’Italia è in constante aumento, con un aumento del 18,49% nel 2012 rispetto all’anno precedente. Continuano a prevalere i viaggi di gruppo, ma quelli individuali sono in costante aumento, con una distribuzione dei flussi turistici concentrata su quattro destinazioni principali – Veneto, Toscana, Lombadia e Lazio – mentre il resto del Paese continua a rimanere fondamentalmente inesplorato.

Il professor Giancarlo Dall’Ara, docente di marketing del turismo, fondatore di Chinese Friendly Italy e autore, insieme a Patrizia Dionisio, di Come accogliere I turisti cinesi (Franco Angeli), ha citato una classifica di Ctrip.com – uno dei tanti siti utilizzati dai cinesi per selezionare e prenotare viaggi – basata su un sondaggio effettuato su un campione di 3 milioni di persone, secondo la quale le mete più apprezzate risultano essere: Irlanda, Turchia, Svezia, Sud Africa, Dubai, Kenya e l’Australia.

 

L’arte dell’accoglienza passa per il bollitore e le indicazioni in mandarino

Per capire come intercettare le opportunità che può offrire questo mercato con cifre da capogiro, il network di Chinese Friendly Italy da anni organizza seminari e incontri formativi, per studiare quelle specificità e caratteristiche culturali che vanno tenute presenti quando si accolgono turisti cinesi. Dalle piccole accortezze (illustrate da Mauro Santinato, presidente di Teamwork), come il far trovare un bollitore in camera, qualche indicazione importante – “entrata”, “uscita”, “toilette” – tradotta in cinese, e magari personale che parli cinese, alle scelte strategiche più importanti (come posizionarsi sui siti web cinesi e garantire una formazione ai tour operator sulle destinazioni più interessanti e anche “nascoste”, secondo i suggerimenti di Claudio Valsecchi di Taipan), il seminario, seguito da incontri BtoB tra operatori ed esperti di marketing, alcuni dei quali venuti appositamente da Pechino e Shanghai, è stato un importante momento di riflessione su come si possa intercettare la capacità di spesa della crescente classe media e dei nuovi ricchi cinesi.

Dall’Ara ha inoltre sottolineato il carattere “social” del turista cinese, da considerare sia quando si tratta di promuovere una destinazione o una struttura, che per mantenere i contatti con i clienti: portali quali Qunar, Daodao, Elong e Ctrip, e i social network Sina Weibo, Qzone e WeChat sono tutti canali imprescindibili per promuovere tour, destinazioni, alberghi, e soprattutto i luoghi “nascosti” del nostro paese, puntando su cultura, patrimonio artistico-architettonico, e storia, insieme, ovviamente, allo shopping.

Il turista cinese generalmente segue i suggerimenti degli altri utenti, prenota il viaggio, posta impressioni e commenti. Di recente promulgazione in Cina è una legge in 112 articoli che vieta i cosiddetti “shopping tour”, ovvero quei viaggi che prevedono acquisti “forzati”: la norma mira a incoraggiare lo sviluppo di un tipo di turismo indipendente (55% del turismo cinese in Italia nel 2013), alla ricerca di mete ed esperienze nuove. Questo turismo indipendente – ha continuato Dall’Ara – è più attento al servizio che al prezzo, e può essere un importante fattore di business per gli operatori italiani.

Fabrizio Todisco, tra gli ideatori del progetto “Invasioni digitali”, ha illustrato il panorama dei social network in Cina, che risulta essere molto più complesso e diversificato di quello dei paesi occidentali, sottolineando che il 79% dei netizen cinesi utilizza dispositivi mobile come smartphone e tablet, piuttosto che computer. Il coinvolgimento di blogger e influencer cinesi è stato menzionato come fondamentale da tutti i relatori presenti al convegno, tra cui Jacopo Garbarino, che ha presentato una nuova APP dedicata ai turisti cinesi interessati all’Italia.

 



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