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Investimenti stranieri,
in Cina 489 miliardi di USD
negli ultimi quattro anni




La Cina è tra i paesi “in sviluppo” quello che attira più capitali stranieri. Secondo il ministero del Commercio di Pechino, tra il 2013 e il 2016, nella seconda economia del Pianeta si sono riversati investimenti esteri diretti pari a oltre 489 miliardi di dollari.

 

Il portavoce del Ministero, Gao Feng, ha dichiarato oggi in conferenza stampa a Pechino che “mentre a livello globale gli investimenti diretti sono calati del 2%, in Cina hanno superato gli 864 miliardi di yuan, con una crescita del 3% su base annua”. “Tra il 2013 e il 2016 – ha aggiunto Gao – il numero di nuove società straniere in Cina ha superato la cifra di 100.000. La Cina ha attirato oltre 521 miliardi di dollari di capitali stranieri nello stesso periodo”.

 

Unione Europea e Stati Uniti premono da tempo su Pechino affinché conceda più spazio alle loro aziende, tuttora obbligate a stringere joint venture con compagnie locali per operare nel gigantesco mercato asiatico e alle quali viene precluso l’accesso a una serie di settori (dalle telecomunicazioni, all’energia, alla finanza agli appalti pubblici) giudicati “strategici” dalla leadership cinese.

 

Tuttavia, alla vigilia del 19° congresso del Partito comunista cinese (Pcc) che si aprirà mercoledì prossimo a Pechino, il ministero ricorda che gli investimenti stranieri stanno migliorando per quantità e qualità e che “i dati suggeriscono che il settore hi-tech ha attirato il 2% del totale degli investimenti stranieri nel 2016 e il numero i centri di R&D di aziende multinazionali sono oltre 2.400”.

 
Un dato che per la verità sembra confermare una tendenza negativa in questo settore per le major straniere, con il mercato cinese che risponde sempre più favorevolmente ai prodotti “made in China”, a partire dagli smartphone, per non parlare delle recenti chiusure alle big occidentali per quanto riguarda i software per computer negli appalti pubblici.

 

Gao Feng ha concluso affermando che “nel 2016, gli investimenti in capitale fisso di compagnie straniere sono aumentati di oltre il 7,5% a livello nazionale. Le compagnie straniere (che producono in Cina) rappresentano oltre il 44% dell’export del Paese e contribuiscono per il 18% alle sue entrate fiscali. Quelle straniere, meno del 3% del totale delle aziende che operano in Cina, hanno creato la metà delle entrate commerciali e 1/5 di quelle fiscali”.



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