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Il presidente Xi lancia la teoria dei “quattro comprensivi”

 

Dopo il “sogno cinese”, slogan piuttosto vago che la propaganda del Partito comunista cinese (PCC) può riempire di contenuti a seconda delle circostanze, Xi Jinping lancia la teoria dei “quattro (princìpi) comprensivi”.

 

All’elaborazione del presidente della Repubblica popolare cinese oggi danno ampio spazio i media di Stato, che ne chiariscono i punti essenziali. L’agenzia di stampa Xinhua la definisce, nel suo complesso, un “progetto per il futuro della Cina”.

 

Secondo il Quotidiano del popolo, i “quattro comprensivi” sono: la costruzione di una società moderatamente prospera; il rafforzamento delle riforme; il governo della nazione secondo la legge; il rigido controllo del Partito.

 

Si tratta – ricordano i media ufficiali – di concetti elaborati “durante gli incontri del PCC degli ultimi due anni, da quando Xi Jinping ha assunto l’incarico” di Presidente.

 

Ma mentre “la costruzione di una società moderatamente prospera” è l’imperativo uscito dal 18° Congresso del PCC (ottobre 2012) e anche di “rafforzamento delle riforme” e “governo della nazione secondo la legge” si sente parlare in Cina da tempo, la necessità del “rigido controllo del Partito” sembra essere un riferimento alla campagna anti-corruzione lanciata da Xi, un’operazione che ha portato all’arresto di decine di migliaia di funzionari del PCC (tra i quali anche leader di fazioni avverse al Presidente), campagna che – il governo centrale l’ha ribadito più volte – “durerà anni”.

 

“Rafforzare la disciplina di Partito – conclude Xinhuarappresenta una necessità per la sopravvivenza del PCC”.

 

26 febbraio 2015