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Sismi nello Yunnan? Colpa delle dighe

 

Secondo il geologo Yang Yong, il terremoto (oltre 600 morti e 3000 feriti) che ha devastato la provincia dello Yunnan il 3 agosto scorso è stato causato dal più grande e intensivo sistema di dighe del pianeta, quello in fase di completamento sul fiume Jinsha. Ciononostante – spinti dalla fame di gigawatt della Repubblica popolare – non rallentano i progetti infrastrutturali per sfruttare l’energia dei corsi d’acqua nel sud-ovest del Paese e nell’altopiano del Qinghai-Tibet. Eppure, sostiene lo scienziato in questa intervista pubblicata su chinadialogue, per ridurre i rischi sismici è necessario diminuire il consumo. La Cina è di gran lunga primatista mondiale nel rapporto energia/unità di Pil: basterebbe porre fine agli sprechi.

 

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Professor Yang, esistono prove che colleghino il terremoto nella contea di Ludian (nella provincia dello Yunnan, ndt) allo sviluppo dell’energia idroelettrica?

Limitiamoci a considerare i fatti essenziali: l’epicentro dell’ultimo terremoto nella contea di Ludian è stato registrato nella vallata del fiume Niulan e quest’ultimo è un affluente del Jinsha. È stato registrato a meno di 7 chilometri da Tianhuaban, la settima diga nella cascata di Niulan, e soltanto a 10 chilometri dalla diga di Xiluodu sul Jinsha, l’affluente più occidentale dello Yangtze (il Fiume azzurro, ndt).

L’epicentro del sisma di Yiliang del settembre 2012 fu registrato a meno di 10 chilometri dalla diga di Malin sul fiume Luoze, costruita nel 2011; e a meno di 60 chilometri dalla diga di Xiangjiaba, sul Jinsha.

Il terremoto di Yongshan dell’aprile 2014 è stato registrato a meno di 7 chilometri dalla diga di Xiluodu sul Jinsha.

Tempistica e localizzazione di questi sismi sono collegate al riempimento dei bacini idrici di Xiangjiaba e Xiluodu sul Jinsha e di quello di Tianhuaban sul Niulan.

 

Il bacino del Jinsha sorge nella zona geologica più attiva della Cina, una delle più attive del Pianeta. Che rischi presenta costruire grosse dighe e bacini idrici in un’area simile?

La produzione intensiva di energia idroelettrica nella regione comporta due tipi di rischi geologici: anzitutto un forte terremoto vicino a queste strutture può causare danni ingenti e innescare disastri secondari.

Il Jinsha e i suoi affluenti scorrono attraverso la faglia Sichuan-Yunnan, con alcuni tratti del fiume che corrono paralleli o lungo le linee di faglia. Si tratta di un’area di vallate d’alta montagna, con una geologia frammentata e molte scogliere instabili.

Secondo, la geologia complessa e attiva della regione implica che i bacini idrici oltre le dighe daranno vita a terremoti più forti e più frequenti.

Gli ultimi anni sono stati testimoni di un periodo di attività geologica. Nell’area i terremoti si verificherebbero anche indipendentemente dai bacini idrici prodotti dalle dighe. Ma questi ultimi possono causare livelli di pressione superiori. Gli scienziati non hanno decifrato ancora pienamente questi processi, quindi non possiamo capirli né controllarli.

I progetti di costruzione di impianti idroelettrici sulle montagne di Hengduan (al confine tra Sichuan e Yunnan) hanno sottovalutato cosa può comportare bloccare il corso dei fiumi in zone geologicamente così attive.

Partendo dalla storia dei terremoti nell’area del fiume Jinsha e basandoci su una mia ricerca, diamo ora uno sguardo a cosa potrebbe accadere se si verificasse un terremoto di magnitudo 7 o 8 sul Jinsha.

I rischi includono frane multiple a monte presso la Gola di Tongjia, che formerebbero due o tre laghi di sbarramento. I pendii sul tratto di fiume tra Batang e Benzilan potrebbero crollare, rendendo di nuovo attivi molti vecchi siti franati e formando una serie di laghi di sbarramento. I generatori e gli impianti di trasmissione delle centrali idroelettriche sarebbero gravemente danneggiati.

A causa delle frane, il fiume verrebbe di nuovo bloccato presso la Gola della tigre Leaping e l’impianto di trasmissione presso Ahai e Ludila verrebbe gravemente danneggiato.

Potrebbero verificarsi ulteriori frane presso la diga di Wudongde a valle, con vecchi siti franati a valle che diverrebbero di nuovo attivi. I blocchi potrebbero spingere l’acqua del fiume a tornare indietro verso la diga, i generatori e altre strutture sarebbero gravemente danneggiati dalle frane.

E una quantità di frane presso la diga di Xiluodu, che verrebbe messa a dura prova dal rilascio incontrollato di acqua da altre dighe e laghi di sbarramento.

 

In quali condizioni i progetti di sviluppo dell’energia idroelettrica danno luogo a terremoti?

Dipende dalla geologia dell’area del bacino idrico, da come queste strutture si sono formate, dalla grandezza del bacino idrico e da come viene gestito.

Un’analisi globale su circa 2 mila terremoti nei bacini idrici mostra che la profondità e la capacità dei bacini idrici giocano chiaramente un ruolo nei processi fisici che causano i terremoti. La pressione diretta provocata dal peso del bacino idrico non è sufficiente a interessare la roccia intatta. Ma se la roccia non è intatta e si spacca, e se la pressione dell’acqua penetrata in queste crepe è sufficientemente forte, lo sforzo di taglio e la pressione dell’acqua possono contribuire direttamente ai terremoti.

È come un pallone, che rimane stabile o si sgonfia lentamente quando non ci sono pressioni esterne. Ma quando c’è una pressione esterna, come ad esempio quella di un ago, improvvisamente scoppia. I terremoti nei bacini sono come quell’ago. E non si può scommettere che tutti i terremoti nei bacini idrici saranno lievi.

È vero che non esistono casi di un bacino che abbia causato un terremoto di magnitudo 7 o superiore. Ma è altrettanto vero che, finora, non c’erano mai state così tante dighe costruite in una regione così stressata da un punto di vista geologico.

I fiumi della regione seguono le linee di faglia attive. Inevitabilmente ciò implica che le dighe verranno costruite sulle faglie, faglie che causano terremoti.

Dal momento che quelli delle montagne di Hengduan sono fiumi principalmente stagionali, i livelli delle acque dei loro bacini cambiano frequentemente per assorbire le acque alluvionali o attenuare i periodi secchi. Questi rapidi cambiamenti possono incidere sulla stabilità dei fianchi del bacino e causare stress che innescano terremoti.

 

Ciononostante non ci sono segnali di un rallentamento dello sviluppo idroelettrico nel sud-ovest della Cina e nell’altopiano del Qinghai-Tibet. I grandi piani di sviluppo idroelettrico rappresentano davvero il modo migliore di risolvere le carenze energetiche della Cina?

Alla fine del 2012, la Cina aveva raggiunto una capacità di generare energia elettrica pari a 1.060 gigawatt, superando gli Stati uniti e diventando il maggior generatore di energia del mondo. Ma il Prodotto interno lordo (Pil) della Cina ammonta soltanto al 30% di quello statunitense, il che significa che la Cina consuma molta più energia per unità di Pil. La quantità di energia per unità di Pil prodotto della Cina è 7,5 volte quella del Giappone, 5,5 volte quella della Germania, 4,4 volte quella degli Usa, 3,5 volte quella dell’Australia e perfino 2,5 volte quella del Brasile.

Ciò significa che riforme più profonde e cambiamenti strutturali, così come l’eliminazione della produzione inutile, possono permettere alla Cina di svilupparsi ancora per qualche tempo contando solo sulla sua attuale capacità energetica. Lo sviluppo idroelettrico sul Jinsha e nel sud-ovest in generale può rallentare, per dare tempo a ulteriori ricerche scientifiche e alla pianificazione, che ci permetteranno di eliminare rischi inutili.

 

Tratto da chinadialogue