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Hong Kong, gli studenti si mobilitano per la democrazia

 

Hong Kong migliaia di studenti hanno iniziato oggi il “boicottaggio” delle lezioni per chiedere che le prossime elezioni del chief executive (il rappresentante della Regione ad amministrazione speciale dell’ex colonia britannica) – che nel 2017 dovrebbero svolgersi per la prima volta a suffragio universale – avvengano secondo modalità pienamente democratiche.

Gli studenti si sono dati appuntamento nel campus di Sha Tin dell’Università cinese di Hong Kong e hanno iniziato un “boicottaggio” che dovrebbe durare tutta la settimana e culminare nella manifestazione – prevista per i 1 ottobre prossimo – del movimento Occupy central.

I giovani indossano t shirt sulle quali hanno appuntato i nastri gialli simbolo della protesta. Secondo il quotidiano hongkonghese South China Morning Post, 400 tra docenti e membri del personale di scuole superiori e università hanno espresso pubblicamente il loro appoggio agli studenti.

Il 31 agosto scorso, il Parlamento di Pechino ha stabilito che per il voto del 2017 potranno presentarsi massimo tre candidati chief executive, preventivamente vagliati e approvati da un Comitato per le nomine, composto in larga parte da membri fedeli al Partito comunista cinese. Nei prossimi mesi questa decisione dovrebbe essere votata dal parlamentino di Hong Kong.

Nel frattempo, mentre settori importanti (partiti, camere di commercio, istituzioni finanziarie) della società hongkonghese si sono schierati in favore di una linea non conflittuale con Pechino, gruppi come “Hong Kong federation of students”, e “Scholarism” (che si è fatto le ossa nella battaglia del 2012 contro l’educazione nazionale promossa da Pechino) – tra i promotori del “boicottaggio” – spingono per una linea più radicale, di scontro col governo centrale.

Uno scontro che – dati gli attuali rapporti di forza – nella stessa Hong Kong sembrano davvero pochi sembrano volere.

 

22 settembre 2014