home chi sono archivio



Hong Kong, Occupy agli studenti: è ora di abbandonare le piazze

 

“Arrendersi non è un atto di codardia”. Così Benny Tai, a nome di tutto il movimento Occupy Central, ha invitato oggi gli studenti di Hong Kong ad abbandonare le piazze, dopo che tra domenica scorsa e ieri notte nell’ex colonia britannica si sono verificati gli scontri più violenti da quando, poco più di due mesi fa, era esplosa la protesta anti-Pechino dei giovani hongkonghesi.

Tai, Chan Kin-man e Chu Yiu-ming (altri due leader di Occupy) hanno annunciato anche che domani pomeriggio si consegneranno alla polizia. In conferenza stampa i fondatori del movimento hanno dichiarato che il loro gesto equivale a una manifestazione di “responsabilità e dedizione alla causa”. “Per l’incolumità degli occupanti, per rispettare il nostro impegno pacifico, mentre ci prepariamo ad arrenderci noi invitiamo gli studenti a ritirarsi, a mettere radici nella comunità, e trasformare il movimento allargando lo spirito della Rivoluzione degli ombrelli” hanno dichiarato i tre.

Era stato proprio Tai, nel gennaio scorso, a lanciare l’idea di portare 10 mila persone a occupare il centro della metropoli finanziaria asiatica qualora il governo di Pechino non avesse fatto sostanziose concessioni democratiche.

Ora però la parte del movimento che fa capo ad Occupy invita tutti a tornarsene a casa, perché ritiene che – di fronte all’inflessibilità mostrata dalle autorità locali e da Pechino e all’evidente stanchezza e mancanza di prospettive del movimento – sia impossibile ottenere nell’immediato concessioni politiche.

La riforma elettorale varata recentemente dal parlamento di Pechino prevede – per l’elezione del chief executive (governatore) di Hong Kong del 2017 – un voto a suffragio universale ma su una rosa di candidati pre selezionati da un comitato per le nomine controllato dal Partito comunista cinese.

 

Nelle prossime ore si capirà come gli studenti (finora gruppi come “Federation of students” e “Scholarism” sono stati tra quelli che hanno spinto per continuare la protesta di piazza) reagiranno all’appello di Occupy.

Intanto Joshua Wong – il leader di “Scholarism”, movimento delle scuole superiori – da ieri sera ha iniziato uno sciopero della fame assieme a un paio di compagni, nel tentativo di “far ripartire il processo di riforme politiche”. Lo stesso Wong, in un’intervista a South China Morning Post, ha fatto capire di non nutrire troppe speranze in tal senso, ma di voler fare di tutto per provare a continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica hongkonghese.

Il governatore di Hong Kong – dopo le cariche poliziesche di domenica e lunedì sera e i tentativi degli studenti di forzare i blocchi davanti ad alcuni edifici pubblici – ha avvertito che il fatto che gli agenti finora abbiano usato la forza in maniera molto moderata non vuol dire che non siano capaci di impiegare le maniere forti.

Le autorità – che negli ultimi giorni hanno rimosso alcuni blocchi e barricate – ora vogliono che i giovani rimuovano le ultime tendopoli e sit-in nei quali si sono concentrati.

 

2 dicembre 2014