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Con “Industria 4.0” Pechino e Berlino rafforzano la cooperazione

 

La visita di due giorni a Pechino – l’altro ieri e ieri – del ministro dell’economia e vice cancelliere tedesco, Sigmar Gabriel, ha fatto compiere un ulteriore passo avanti alla già molto stretta relazione bilaterale tra Germania e Cina.

Gabriel ha sottoscritto con il ministro dell’industria e dell’information technology della Repubblica popolare, Miao Wei, un accordo per lo sviluppo congiunto della cosiddetta Industria 4.0, il nuovo modello di produzione basato sull’internet delle cose (IoT) e l’internet dei servizi.

 

“Vogliamo alimentare la partnership per l’innovazione siglata con la Cina nel 2014”, ha dichiarato Gabriel in conferenza stampa a Pechino.

Miao ha parlato di una nuova fase di cooperazione industriale tra i due giganti manifatturieri, l’ex locomotiva europea che per le sue esportazioni si rivolge sempre più a oriente e sempre meno nel Vecchio continente e l’ex fabbrica del mondo che ha necessità di ammodernare il suo sistema industriale per dipendere meno dall’export e alimentare la domanda interna.

 

Gabriel ha avuto incontri ai massimi livelli. Oltre al presidente, Xi Jinping, il presidente del partito socialdemocratico (SPD) partner nella coalizione guidata da Angela Merkel ha incontrato il ministro del commercio, Gao Hucheng, e Xu Shaoshi, il presidente della National Development and Reform Commission, l’organismo governativo che in Cina sovrintende alle riforme economiche.

Xi vuole che quella tra Berlino e Pechino si trasformi da relazione bilaterale in “partnership strategica”.

 

Nel 2014, le esportazioni tedesche verso la Cina sono cresciute dell’11% e le importazioni del 6,4%. Un interscambio bilaterale pari a 150 miliardi di dollari che rappresenta di 1/3 del volume complessivo di beni che i paesi membri dell’Unione europea scambiano con la Cina.

 

Gabriel era accompagnato da top manager di Volkswagen e Siemens, rispettivamente la principale produttrice europea di auto in Cina e la protagonista del progetto tedesco di “Industrie 4.0”.

Gabriel ha chiesto un maggiore accesso per i prodotti tedeschi ai mercati cinesi, dove la Germania ha saputo guadagnarsi un accesso privilegiato rispetto agli altri paesi europei perché le sue grandi aziende si muovono di concerto con lo Stato, nonché grazie a una rete capillare di camere di commercio.

Non a caso oltre il 50% delle aziende tedesche che operano in cina – secondo un sondaggio delle camere di commercio – si aspetta di raggiungere gli obiettivi fissati per il 2015. La Germania insomma continuerà investire sulla crescita della classe media cinese e sul suo crescente potere d’acquisto.

 

16 luglio 2015