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Investimenti pubblici
à gogo, l’economia cinese
si prepara al Congresso




Construction of Beijing

 

Sono apparentemente molto positivi gli ultimi dati ufficiali pubblicati sull’economia cinese, che indicano un aumento deciso sia degli investimenti in capitale fisso, sia della produzione industriale.
Le statistiche rese note oggi dall’Ufficio centrale di statistica (Nbs) relative ai mesi di gennaio e febbraio 2017 segnalano un incremento degli investimenti in capitale fisso dell’8,9%, guidato tra l’altro dalla crescita degli investimenti privati, passati dal +3,2% registrato nel 2016 al +6,7% dei primi due mesi di quest’anno; dall’aumento del 27,3% della spesa per infrastrutture; e dell’8,9% degli investimenti immobiliari.

 

Bene anche la produzione industriale: +6,3% in questo primo bimestre, rispetto allo stesso periodo del 2016.
Le vendite al dettaglio (categoria composta sia dagli acquisti dei consumatori sia da quelli della pubblica amministrazione) nel gennaio-febbraio 2017 sono aumentate del 9,5% rispetto allo stesso periodo del 2016: si tratta del ritmo più lento da undici anni a questa parte, per effetto della contrazione del mercato automobilistico dopo la cancellazione degli incentivi all’acquisto di veicoli di piccola cilindrata.

 

Per quanto riguarda i dati sugli investimenti in capitale fisso, sulla produzione industriale e sulle vendite al dettaglio i mesi di gennaio e febbraio in Cina vengono considerati assieme e non singolarmente per limitare gli effetti distorsivi sulle statistiche del lungo periodo festivo del Capodanno cinese.

 

Nei giorni scorsi l’indice PMI del Nbs si era attestato a febbraio a 51,6, per il quinto mese consecutivo al disopra della soglia 50 che distingue la contrazione dall’espansione dell’attività produttiva.
Gli ultimi dati fanno seguito a un quarto trimestre 2016 in cui la crescita del Pil era stata del 6,8%. Nel suo rapporto presentato all’Assemblea nazionale del popolo in corso a Pechino, il premier cinese Li Keqiang ha fissato per il 2017 una crescita “intorno al 6,5% o più elevata, se sarà possibile”.

 

A guardare gli ultimi dati dunque l’economia cinese sembrerebbe essere ripartita di slancio, a confermare le previsioni durante l’Assemblea nazionale del popolo in corso a Pechino dal capo del Nbs, Ning Jizhe, secondo il quale l’economia nazionale mostra segni di ripresa e i pericoli di un “hard landing” sono scarsi. Secondo il portavoce del Nbs, Sheng Laiyun, “l’economia reale migliora, mentre le riforme continuano ad avanzare” e così “nel complesso la fiducia del mercato continua a rafforzarsi”.

 

Eppure, contrariamente al progetto complessivo di riforma del “New Normal” voluto dal presidente Xi Jinping, la seconda economia del Pianeta continua a dipendere dagli investimenti pubblici – soprattutto quelli in infrastrutture che nei primi due mesi di quest’anno sono aumentati del 27,3% (contro il 17,4% del 2016) – e dalle aziende di Stato, SOE (+14,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno). Gli investimenti nel settore manifatturiero a gennaio-febbraio 2017 hanno invece fatto registrare solo un +4,3% su base annua.
Sono i dati di un’economia diretta dall’alto in un Paese che, avvicinandosi al XIX Congresso del Partito comunista (previsto per l’autunno prossimo), privilegia la stabilità sociale a scapito delle annunciate ristrutturazioni delle aziende di Stato e di riduzione della dipendenza dagli investimenti.

 

In questa situazione complessiva, preoccupazione particolare continua a destare il mercato immobiliare, con i prezzi in continua crescita, in particolare nelle regioni centro-occidentali del Paese. Per il 18 Marzo prossimo è attesa la prossima rilevazione, relativa alle 70 principali città del Paese.



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