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Verso il quarto Plenum, si riaccende il dibattito su Deng Xiaoping




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Il 22 agosto scorso si è celebrato il 110° anniversario della nascita di Deng Xiaoping, padre delle riforme economiche che, a partire dal 1978, hanno cambiato il volto della Repubblica popolare cinese. Già qualche giorno prima, dall’8 agosto, la CCTV aveva iniziato a trasmettere, in prima serata, una serie-documentario in 48 puntate intitolata “Deng Xiaoping al bivio della storia” (历史转折中的邓小平). Scritto con l’ausilio degli archivi ufficiali del Partito comunista cinese (Pcc) e prodotto dalla stessa televisione di Stato, il programma ripercorre le tappe dell’ascesa del leader, dal 1976 al 1984, uno dei periodi più tumultuosi della storia cinese contemporanea.

La messa in onda di “Deng Xiaoping al bivio della storia” ha rappresentato l’occasione, per stampa e media nazionali, di una riflessione sull’importanza di Deng e sull’eredità della sua leadership.

She Lun ha scritto un articolo, apparso il 16 agosto scorso sulla versione online dello Economic Observer (经济观察), dal titolo “Deng Xiaoping ci ha narrato la nostra epoca“. Secondo il giornalista, le politiche di riforma e apertura guidate da Deng hanno cambiato il destino della Cina e dei cinesi in maniera irreversibile.

In questo processo, ogni singolo individuo ha nuovamente avuto una possibilità di scelta e cambiamento, indipendentemente dalle sue origini e dal suo background.

A tale proposito, l’autore cita la restaurazione del sistema del gaokao, l’esame di ammissione all’istruzione universitaria abolito durante gli anni della Rivoluzione culturale; la riforma agraria che, con lo smantellamento delle comuni agricole e l’introduzione del sistema delle responsabilità, ha garantito ai contadini “il diritto di decidere che come coltivare la propria terra”; e le riforme del settore industriale, senza le quali le imprese non avrebbero oggi la possibilità di definire autonomamente le proprie strategie di prezzo.

Il contributo di Deng Xiaoping va ben oltre l’epoca in cui egli è vissuto. Ciascun cinese è beneficiario di questa trasformazione. Deng Xiaoping non ha portato a termine le riforme, ma ha spianato per questo Paese orientale dalla storia millenaria una strada che guarda al futuro. Questa strada è forse ancora tumultuosa e irta di difficoltà ma di sicuro da essa non si torna indietro.

È sotto gli occhi di tutti, ammette il giornalista, che la Cina contemporanea presenti tuttora delle questioni irrisolte – prima fra tutte la difesa del diritto di proprietà – generate dal complesso rapporto tra economia di mercato, istituzioni governative e società.

Ciononostante, è innegabile il cambiamento ideologico e concettuale di cui Deng è stato portatore. Introducendo la riflessione sulla pratica come unico criterio di verit๠e la discussione sulla cosiddetta “emancipazione del pensiero”², egli ha infatti insegnato che una vera e propria emancipazione delle forze produttive può aver luogo solo in seguito ad un cambiamento negli individui e nella società nel rapporto con i dogmi e con le ideologie.

Questa, secondo l’autore, “rappresenta l’eredità più preziosa che Deng Xiaoping ha lasciato alla nostra epoca”.

L’articolo si chiude con una riflessione sul carattere ancora sperimentale delle riforme – che per loro stessa natura rappresentano un rischio e non rispondono a uno schema preciso e definito – e con un appello a continuare sul sentiero tracciato da Deng, ricordando che senza una riforma del sistema politico, il successo di quelle economiche non è garantito: si tratta, infatti, di due processi interdipendenti che devono procedere di pari passo.

L’autore si riferisce in particolare al rafforzamento dello Stato di diritto, che sarà uno dei temi di discussione principali del Quarto Plenum del Diciottesimo Congresso del PCC convocato per il mese prossimo.

 

¹ Il riferimento è al celebre slogan “ricercare la verità nei fatti ( 实事求是), espressione della visione pragmatica di Deng secondo cui le scelte politiche vanno elaborate in base alle circostanze reali e non a dogmi e teorie

² 解放思想, “emancipazione del pensiero” è un altro celebre slogan di Deng, utilizzato in opposizione al dogmatismo ideologico dell’ala conservatrice del Pcc che si opponeva all’implementazione delle riforme economiche

 

 



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