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Pechino a Washington
e Seoul: via il THAAD
dalla Corea del sud




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Nel bel mezzo dell’escalation coreana, la Cina torna a reclamare con forza la rimozione dalla Corea del sud del sistema antimissile statunitense THAAD.

 

“La Cina è seriamente preoccupata – ha dichiarato oggi a Pechino Geng Shuang – e chiede agli Stati Uniti e alla Repubblica di Corea (la Corea del sud) di rispettare gli interessi di sicurezza e i timori della Cina e di altri paesi della regione, fermando immediatamente il processo di dispiegamento e rimuovendo le batterie già installate”.

“La posizione della Cina è chiara, coerente e ferma”, ha aggiunto il portavoce del ministero degli Esteri.

 

 

Il 4 settembre scorso, il ministero della difesa di Seoul ha annunciato che – oltre alle due già operative a Seongju – installerà presto altre quattro batterie del sistema antimissile prodotto dalla multinazionale Usa Lockheed Martin.

 

Pechino teme che il THAAD (le cui effettive capacità sono sconosciute e che non è mai stato messo alla prova in un conflitto) possa servire non soltanto da scudo contro la minaccia dei razzi nordcoreani, ma anche contro la deterrenza nucleare della Cina, potendo intercettare i suoi missili. Inoltre il radar del THAAD – che vede fino a 2.000 chilometri – dalla Corea del sud è in grado di spiare il territorio cinese.

 

 

L’installazione delle prime due batterie di THAAD in Corea del sud ha causato una crisi tra Seoul e Pechino sfociata, tra l’altro, nel boicottaggio di prodotti, servizi e di attività culturali sudcoreane in Cina. 

 

 

“Il THAAD – ha concluso Geng – non aiuterà ad affrontare le preoccupazioni di sicurezza dei paesi coinvolti. Al contrario, altererà l’equilibrio strategico regionale, colpirà gli interessi di sicurezza nella regione, inclusi quelli della Cina, e aumenterà la tensione nella Penisola coreana”.



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