Internazionale

Corea del nord, 5 scenari
possibili tra Kim e Trump




Sosia di Kim Jong-un e Donald Trump nella metropolitana di Hong Kong

Sosia di Kim Jong-un e Donald Trump nella metropolitana di Hong Kong

 

 

Mentre a Pyongyang mancano poche ore all’inizio delle celebrazioni per l’anniversario della nascita di Kim Il-sung, il padre della Repubblica Democratica Popolare di Corea (DPRK) e mentre la flotta Usa guidata dalla portaerei a propulsione nucleare “USS Carl Vinson” si avvicina alle acque della Penisola, abbiamo avanzato alcune ipotesi su quanto potrebbe accadere nei prossimi giorni tra gli Stati Uniti, col presidente Trump apparentemente determinato a “dare una lezione” anche a Pyongyang – dopo aver punito il siriano Assad e aver sganciato una super bomba contro l’ISIS in Afghnaistan – e la Corea del nord, che rivendica il diritto a portare avanti (contro le risoluzioni dell’Onu) il suo programma di difesa atomica, con relative sperimentazioni. Oggi il ministro degli esteri cinese, Wang Yi, ha avvertito che non ci sarebbero né vincitori né vinti se scoppiasse una guerra, e ha invitato Usa e Corea del nord a “evitare che la situazione diventi irreversibile”. A prevalere sarà la pace, oppure i tamburi di guerra, che nelle ultime ore suonano sempre più forti, preannunciano un conflitto ormai inevitabile?

 

35% Tanto rumore per (quasi) nulla

Negli ultimi anni, la Corea del nord non ha quasi mai condotto i suoi esperimenti nei giorni in cui erano stati previsti o annunciati dalla Corea sud e dagli Stati Uniti, come nel caso di quello (nucleare o missilistico) atteso per le prossime ore. Inoltre il regime di Pyongyang è maestro nel portare la tensione fino al punto di rottura, senza però mai varcare questo confine, perché il suo obiettivo principale è la sopravvivenza del regime stesso. Domani a Pyongyang va in scena una parata oceanica – per celebrare il 105° anniversario della nascita del padre della Patria, nonno Kim Il-sung – ma il regime celebra la ricorrenza senza esplosioni. Dopo qualche giorno la portaerei “USS Carl Vinson” e le altre navi da guerra Usa lasciano le acque antistanti la Penisola coreana, la tensione cala e rientra in gioco la diplomazia. Il dittatore trentatreenne Kim Jong-un può cantare vittoria, avendo respinto l’attacco Usa dato per certo ormai quasi da tutti.

 

25% Conflitto Usa-Corea del nord

Pyongyang porta a termine nelle prossime ore un test atomico e/o missilistico. Gli Stati Uniti martellano con i missili lanciati dalle loro navi da guerra e con l’aviazione il sito di sperimentazione atomica di Punggye-ri, nel nord del Paese, e lo distruggono. Pyongyang reagisce contro l’attacco statunitense e si innesca un conflitto – di durata limitata a qualche giorno – tra i missili nordcoreani e l’aviazione e la marina Usa al largo della Penisola, al termine del quale sia Kim-Jong un sia Donald Trump cantano vittoria: il primo avrà il suo programma atomico ammaccato, ma avrà respinto la “aggressione imperialista” e dimostrato al suo popolo la necessità di continuare ad armarsi per difendersi; Trump twitterà di aver eliminato la capacità di Kim di colpire con l’atomica gli Stati Uniti d’America.

 

25% Soluzione diplomatica cinese (e russa?)

Quest’ipotesi potrebbe combinarsi con la prima, ma è meno probabile, perché negli ultimi tempi i cinesi sono davvero irritati per le mosse di Kim (molti analisti sostengono addirittura che l’abbiano “scaricato”) e – a livello politico e diplomatico – non sembrano avere la forza e/o la voglia di riportare Kim Jong-un al tavolo della diplomazia. Tuttavia, non è da escludere che siano i cinesi (assieme ai russi?) ad annunciare che Pyongyang ha rinunciato al suo test e che c’è urgenza di tornare a sedersi attorno a un tavolo, magari non quello della vecchia e inutile – e dichiarata finalmente morta dall’amministrazione Trump – formula del 5+1 (Corea del nord, Corea del sud, Stati uniti, Russia, Cina e Giappone). Dopo il clima e la globalizzazione i cinesi salvano anche la pace nel mondo?

 

10% Trump ordina il raid ma Kim non reagisce

Pyongyang porta a termine il suo test atomico o missilistico, gli americani distruggono uno o più siti di sperimentazione nordcoreani. La Corea del nord grida alla “aggressione imperialista”, ma preferisce non reagire, per preservare il più possibile il suo programma nucleare e il suo esercito.

 

5% Guerra regionale

Pyongyang porta a termine il suo test atomico o missilistico. Gli americani bombardano la Corea del nord e quest’ultima reagisce contro la Corea del sud. A questo punto Stati Uniti e Corea del sud intervengono massicciamente, forse anche il Giappone. Dai media cinesi nelle ultime ore sono rimbalzate interpretazioni del trattato militare tra Cina e Corea del nord in base alle quali – dal momento che, con le sue azioni sconsiderate, Pyongyang minaccia la pace internazionale – Pechino non sarebbe obbligata a scendere in campo in difesa dell’alleato comunista in caso di attacco a quest’ultimo. Ciò segnala che – proprio come nella Guerra di Corea del 1950-1953 – in un primo momento Pechino non entrerebbe in guerra, aspettando l’evoluzione degli eventi bellici.



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