Partito

Xi Jinping più su di Mao,
il suo pensiero guida la Cina




Arrival of Heads of Delegations for G20 Leaders Summit

 

Il Partito comunista cinese (Pcc) ha inserito nella sua costituzione il “Pensiero di Xi Jinping sul socialismo con caratteristiche cinesi per una nuova era”. Si tratta di un’attesa quanto clamorosa novità, perché con l’emendamento odierno alle norme del Partito-Stato, quest’ultimo attribuisce al segretario generale che lo governerà almeno fino al 2022 un prestigio pari a quello del padre della Repubblica popolare, Mao Zedong, le cui teorie e il cui nome entrarono in Costituzione nel 1975, un anno prima della morte del Grande timoniere.

 

In attesa di conoscere, domani, i nomi dei cinque nuovi membri che affiancheranno Xi e il premier Li Keqiang nel Comitato permanente del Politburo, l’elevazione a rango costituzionale delle teorie del Presidente rappresenta la novità più importante non solo del giorno in cui i 2.300 delegati hanno chiuso l’assise eleggendo il nuovo Comitato centrale, ma di tutto il 19° Congresso del Pcc, che entra nella storia come quello che traccia una terza fase della Repubblica popolare: dopo il maoismo e le riforme di mercato di Deng, ci troviamo di fronte a un Paese che punta a diventare rapidamente forte, ricco e moderno.

 

Xi affianca così Mao e “supera” Deng Xiaoping, le cui teorie furono inserite nella Costituzione soltanto post mortem, situandosi parecchi gradini più in alto rispetto ai suoi predecessori alla guida del maggior Partito politico del mondo (88 milioni di iscritti) Hu Jintao e Jiang Zemin, che non hanno avuto l’onore di vedere i loro nomi entrare nella costituzione ma solo le rispettive teorie dello “sviluppo scientifico” e delle “tre rappresentanze”.

 

Che cosa cambia da un punto di vista pratico? Potrebbe continuare a cambiare molto, anche perché quella di Xi non è un’usurpazione di potere. Come abbiamo già sottolineato infatti quella di attribuire maggiori poteri al vertice del Partito è una scelta collegiale operata dal 18° Congresso (2012), in conseguenza della quale, già negli ultimi cinque anni, a Xi sono stati date nuove e più incisive funzioni.

 

Se, fino ad ora, all’interno del Comitato permanente del Politburo (l’organismo di sette membri che, di fatto, governa la seconda economia e il paese più popoloso del Pianeta) il segretario generale è stato una sorta di primus inter pares, averne iscritto – già a metà mandato – il pensiero politico in Costituzione, lo pone parecchi gradini più su rispetto ai suoi colleghi.

 

Secondo la leadership cinese, c’è bisogno di un “nucleo” del partito più compatta e potente (rispetto alle province e allo stesso Consiglio di Stato, per affrontare una serie di concomitanti fattori di crisi:

– il rallentamento della crescita (per effetto del rallentamento della domanda dall’estero e delle trasformazioni del modello economico cinese)

– la corruzione che stava minando il Partito alle fondamenta

– la catastrofe ambientale del Paese

– un Partito sempre più lontano dai giovani

 

Va inoltre tenuto in gran conto il nuovo ruolo che la Cina è chiamata a svolgere sul piano internazionale, in un mondo multipolare e multicentrico all’interno del quale si affermano leadership sempre più forti e nazionaliste: mentre l’influenza morale e politica degli Stati Uniti diminuisce, se la Russia è guidata dall’uomo forte per eccellenza Vladimir Vladimirovic, la Turchia dal sultano Erdogan e la Germania da mamma Angela Merkel, perché la Cina non avrebbe dovuto partorire un super Xi?

 

Nello stesso tempo, la collegialità rimarrà un aspetto importante (anche se meno importante) del Pcc, non fosse altro perché è inimmaginabile un Paese di 1,36 miliardi di persone con un solo uomo al comando. Basti pensare che, quando regnava Mao, la popolazione della Cina era la metà di quella attuale e l’ideologia era in grado di mobilitare le masse. E il Grande timoniere dovette a più riprese fronteggiare una violenta fronda interna al Partito.

 

Domani sapremo se i cinque nuovi membri del Comitato permanente del Politburo saranno fedelissimi di Xi.

 

Intanto nella Costituzione emendata è stato inserito anche un riferimento alla leadership “assoluta” del Partito sull’esercito; al ruolo “decisivo” del mercato nella distribuzione delle risorse; e alla Belt and Road Initiative, a dimostrazione di quanto venga considerata strategica la principale iniziativa di politica estera cinese.



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