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ChinaSo, quando il controllo inizia già dal motore di ricerca




un vecchio pannello di controllo ferroviario

 

Da qualche settimana nella Repubblica popolare è apparso un nuovo motore di ricerca. A disposizione dei quasi 600 milioni di utenti dell’internet cinese c’è ora infatti anche ChinaSo (中国搜索, www.chinaso.com), sistema lanciato il 1° marzo 2014 e divenuto operativo tre settimane più tardi.

Il motore di ricerca, il cui logo è molto simile – sia nei colori, sia nella grafica – a quello di Google, offre agli utenti un’ampia gamma di funzionalità. Nella sua versione attuale, che è quella Beta, oltre agli strumenti tradizionali di ricerca di notizie, pagine web, immagini, video e mappe, presenta una serie di categorie come: automobili, politica, scienze sociali, benessere e salute, finanza, cucina e molte altre. Sulla homepage, inoltre, compaiono alcune parole chiave corrispondenti alle ricerche maggiormente eseguite dagli utenti.

Come si può leggere dalla presentazione aziendale inserita nel sito, ChinaSo appartiene a una società informatica (中国搜索信息科技股份有限公司) fondata congiuntamente dai gruppi editoriali dei quotidiani People’s Daily (人民日报), Guangming Ribao (光明日报), Jingji Ribao (经济日报) e China Daily (中国日报), dalle agenzie di stampa Xinhua (新华通讯社) e China News (中国新闻社) e dall’emittente televisiva nazionale CCTV (China Central Television, 中国中央电视台).

 

Dall’unione di due motori fusi ne nasce uno ultra-governativo

Stando a quanto riportato dal portale Sina.com, l’amministratore delegato della società sarebbe il vice-presidente di Xinhua Zhou Xisheng (周锡生), mentre al vice caporedattore del People’s Daily Ma Li(马利) sarebbe stata data la poltrona di Presidente.

ChinaSo è nato dalla fusione di due motori di ricerca già esistenti: Jike (即刻), creato nel 2010 dal gruppo del People’s Daily, (il Quotidiano del popolo, organo del Comitato Centrale del Partito comunista cinese), e Panguso (盘古搜索), lanciato nel 2011 da una joint venture tra l’agenzia di stampa Xinhua e l’operatore di telefonia mobile China Mobile (中国移动通信). L’accorpamento sarebbe stato deciso in seguito ai risultati non proprio lusinghieri ottenuti dai due precedenti motori di ricerca: stando alle informazioni fornite dal provider di dati e statistiche sul web cinese CNZZ, nel gennaio del 2013 Jike e Panguso insieme raggiungevano a malapena lo 0,4% delle quote di mercato, contro il 58,33% del gigante Baidu, il quale poi, alla fine dell’anno scorso, si è attestato addirittura al 63,4%. I due motori sono ormai “muti”: se si prova a effettuare una ricerca, si viene automaticamente reindirizzati alla pagina di ChinaSo. Dati questi precedenti, sono già in tanti a chiedersi se il destino dell’ultimo nato sarà sfortunato quanto quello dei suoi poco brillanti predecessori.

I primi feedback degli utenti rivelano opinioni contrastanti: c’è chi, ad esempio, boccia ChinaSo come inutile e scadente rispetto agli altri motori più rodati, e chi, al contrario, lo reputa utile ed efficiente. In particolare, ChinaSo sembra superare i suoi competitor per quanto riguarda la ricerca e l’accesso a dati ufficiali e notizie di ambito politico e istituzionale.

 

Riuscirà il portale “istituzionale” a farsi strada nel mercato degli smartphone?

Nonostante i punti a suo favore – spiega l’analista Zhang Xi di Analysys International intervistato dal Global Times – non sarà facile per il nuovo portale farsi largo in un mare magnum di utenti le cui abitudini di ricerca si sono già formate e difficilmente cambieranno. Tuttavia, ritiene l’esperto, una migliore opportunità potrebbe essere rappresentata dal mercato del motore di ricerca per gli smartphone (i cellulari di ultima generazione), non così polarizzato come quello dei personal computer.

Ciò che lascia perplessi i più è la connessione evidente di ChinaSo con le autorità governative. Secondo alcuni, infatti, la creazione di un nuovo motore di ricerca completamente sponsorizzato e gestito da società e gruppi editoriali subordinati agli organi di governo rappresenterebbe un ulteriore tassello nel complesso meccanismo di controllo dell’informazione sul cui rafforzamento la leadership di Xi Jinping ha puntato fin dai suoi primi passi.

In particolare, fa riflettere che il lancio di ChinaSo abbia avuto luogo nello stesso periodo in cui il governo ha annunciato l’istituzione di un nuovo gruppo dirigente del partito per la sicurezza di Internet e lo sviluppo dell’information technology. La task force, insediatasi lo scorso 27 febbraio, è supervisionata dallo stesso Presidente Xi Jinping (习近平), mentre la carica di vice-presidente è ricoperta congiuntamente dal Premier Li Keqiang (李克强) e dal capo del Dipartimento Centrale di Propaganda del Partito Comunista Cinese Liu Yunshan(刘云山), entrambi membri del Comitato Permanente del Politburo; fa inoltre parte della squadra l’ex caporedattore di Xinhua Lu Wei(鲁炜), già vicedirettore dell’Ufficio di Informazione del Consiglio di Stato (国务院新闻办公室) e capo dell’Ufficio di Stato per l’Informazione su Internet (国家互联网信息办公室).

 

 



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