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Camera di commercio Ue: censura sul web soffoca affari e ricerca

 

Secondo la Camera di commercio dell’Unione Europea in Cina, le restrizioni imposte dalle autorità all’internet cinese la stanno isolando dal resto del mondo e stanno avendo un impatto “altamente negativo” sulle imprese straniere.

 

In una nota pubblicata oggi il gruppo d’interesse dell’Ue denuncia che l’86% degli associati che ha risposto a un sondaggio ad hoc lamenta attualmente “un effetto negativo sui suoi affari a causa del blocco di alcuni siti e strumenti online”, il 15% in più rispetto a un’analoga rilevazione effettuata nel semestre precedente.

 

L’internet cinese – 632 milioni di utenti su una popolazione di 1,4 miliardi di persone – è controllata dalla Grande muraglia informatica (Great Firewall), un sistema che filtra i dati in entrata e in uscita dal Paese. I principali social network occidentali sono oscurati nella Repubblica popolare, sostituiti da omologhi “made in China” (ren ren, weibo, etc) che si attengono alle regole della censura.

 

Il controllo e la censura su quella che si configura sempre più come una gigantesca intranet si è fatto più rigido dall’arrivo al potere di Xi Jinping, il presidente che un anno fa, assumendo la guida anche dell’organismo che sovrintende alla gestione dell’internet cinese, dichiarò: “La sicurezza e l’informatizzazione di Internet rappresentano un’importante questione strategica che riguarda la sicurezza e lo sviluppo di un paese, così come la vita e il lavoro delle persone”.

 

 

Nelle ultime settimane sono stati bloccati anche molti servizi vpn, le virtual private network grazie alle quali molti utenti riuscivano ad aggirare la Great Firewall.

La Camera afferma che il 13% degli imprenditori ha dichiarato nel suo questionario di aver differito o rinunciato a investire proprio in conseguenza di questo ulteriore giorno di vite iniziato dal 2015.

“Questi dati preoccupanti dimostrano come un controllo eccessivo su internet possa soffocare la crescita delle iniziative imprenditoriali e gli investimenti in tecnologia e ricerca e sviluppo” ha dichiarato il presidente della Camera di commercio Ue in Cina  Joerg Wuttke.

 

Hua Chunying, portavoce del ministero degli esteri di Pechino, ha replicato che la Cina offre un ambiente favorevole per lo sviluppo delle aziende straniere, testimoniato dal numero crescente di imprese estere che lavorano nella Repubblica popolare. “Se le aziende straniere che operano in Cina rispettano la legge cinese, non minacciano la sua sicurezza nazionale o gli interessi dei consumatori, la Cina proteggerà i loro diritti legittimi”, ha dichiarato Hua nel corso dell’odierna conferenza stampa a Pechino.

 

12 febbraio 2015