Internazionale

“Governance da rifare”,
il mondo secondo i BRICS




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Chhattisgarh Irrigation Development Project, Asian Development Bank

 

I BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) esistono come raggruppamento economico fin dal 2009. Questi paesi rappresentano assieme approssimativamente il 40% della popolazione mondiale e generano circa il 20% della produzione e – sempre dal 2009 – oltre il 50% della crescita mondiale, svolgendo un ruolo chiave nelle nuove industrie dominate da catene globali di valore.
La cooperazione tra i BRICS è stata favorita non soltanto da fattori economici e politici, ma anche dall’incapacità della vigente organizzazione di governance economica globale di soddisfare le loro necessità. Di conseguenza i BRICS hanno messo su un nuovo meccanismo di cooperazione che promuove la riforma della struttura di governance politica e di sicurezza nelle Nazioni Unite e nel sistema finanziario, monetario e commerciale internazionale. Finora si sono svolti sette summit dei BRICS.

Questi cinque paesi sono ormai consapevoli di condividere interessi comuni sulle questioni globali e hanno iniziato a partecipare attivamente alla cooperazione internazionale multilaterale

 

Fatto rilevante, la collaborazione tra i BRICS produce risultati che salvaguardano non soltanto i loro interessi, ma anche quelli di altri paesi che non fanno parte del gruppo. La cooperazione tra i BRICS apporterà progressivamente cambiamenti al sistema internazionale e minimizzerà gli inevitabili shock che deriveranno dalla riforma di quest’ultimo.

Il G20 è l’unico meccanismo di governance economica globale al quale partecipano tutti i BRICS, in quanto fondatori e membri importanti. I BRICS sono presenti anche agli incontri informali dei leader durante i vertici del G20. E questo non soltanto li aiuta ad accrescere la loro influenza, dando vita ad alleanze, ma concede loro una tribuna dalla quale manifestare le loro posizioni su alcune questioni globali.

Assieme ad altre organizzazioni economiche più tradizionali, i BRICS esprimono regolarmente la loro posizione sulle questioni economiche internazionali. Ad esempio, all’interno dei forum APEC e OECD, i BRICS hanno portato avanti, in diverse forme, attività di coordinamento internazionale in risposta a questioni globali o regionali di comune interesse.

 

La collaborazione finanziaria ed economica dei BRICS ha rappresentato un modello nuovo e innovativo per una maggiore cooperazione Sud-Sud. Ciò è risultato evidente da come i BRICS hanno tradotto in pratica il piano d’azione “Millennium Development Goals” delle Nazioni Unite e dalla fornitura di garanzie di liquidità, riduzione del debito, accesso ai mercati e trasferimento di tecnologia per sostenere i paesi più poveri. Singoli paesi del gruppo BRICS hanno anche aumentato gli aiuti per i paesi sottosviluppati.
In generale, col tempo i paesi BRICS sono divenuti consapevoli di condividere interessi comuni negli affari internazionali e hanno iniziato a partecipare attivamente alla cooperazione internazionale multilaterale. Il G20 per loro è diventato una piattaforma importante per rafforzare la cooperazione e rappresenta un nuovo meccanismo di sostegno alla loro partecipazione alla governance economica globale.

 

Mentre i BRICS e altri paesi emergenti si stanno battendo per una riforma più incisiva della governance globale, i loro interessi nazionali e le loro visioni del mondo sono differenti e ciò rende irrealistico un loro totale allineamento all’interno del G20. Inoltre, a partire dal 2013, i problemi strutturali delle economie dei BRICS sono apparsi evidenti: grosse disuguaglianze di reddito; mancanza di trasparenza in ambito finanziario; carenza di infrastrutture.

Tutte le sfide della Banca multilaterale di Pechino →

 

Nello stesso tempo, la situazione dell’economia internazionale non è favorevole ai BRICS, con le economie di mercato emergenti che ultimamente stanno accusando bruschi rallentamenti. Ciò ha prodotto percorsi di crescita divergenti tra le economie dei BRICS. Legami geopolitici deboli, relazioni interne ed esterne complicate, e capacità di governance inadeguate rappresentano ulteriori sfide per questo gruppo di paesi.
Alla luce di questi problemi, non si è mai presentato un momento migliore per la Cina per prendere posizione e assumere un ruolo guida nell’incoraggiare una cooperazione più stretta tra i BRICS. La Cina ha la presidenza a rotazione del G20 per il 2016 e, dal 1 gennaio 2017, assumerà quella del meccanismo di cooperazione dei BRICS. La Cina può fungere da facilitatrice per favorire l’implementazione degli impegni politici assunti in passato, per sostenere una crescita di lungo termine attraverso l’innovazione e le riforme strutturali, e per mantenere la stabilità finanziaria nei mercati emergenti.

 

La Cina può inoltre continuare a promuovere una struttura finanziaria internazionale forte e stabile, che dia maggiore rappresentanza alle economie emergenti. Infine la Cina può svolgere un ruolo importante nel facilitare il coordinamento politico tra i BRICS e altri membri del G20.
I BRICS possono fare ancora tanto, dalla promozione congiunta della crescita del commercio globale al miglioramento della trasparenza degli accordi commerciali regionali. A tal fine i BRICS devono approfondire la comunicazione tra loro, condividere conoscenze e unificare posizioni per assicurarsi che la loro voce sia più forte, più chiara e pienamente rappresentata all’interno del G20.

 

 

Tratto da EASTASIAFORUM

Hifang Tian è senior researcher presso lo Institute of World Economics and Politics della Accademia Cinese di Scienze Sociali



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