Bibliografie

La Cina si racconta




 

Chun Shu (1982) è nata Pechino, dove tutt’ora risiede. Il suo primo romanzo, Ragazza di Pechino, racconta in forma autobiografica la giovinezza inquieta dell’autrice (appena diciassettenne ai tempi del suo esordio) nella Cina del dopo Tien’anmen, riflettendo la condizione di un’intera generazione. Censurato in Cina, inizialmente il romanzo è diventato popolare su Internet.

Ragazza di Pechino, trad. di Mirella Fratamico, Parma, ed. Guanda, 2003*.
Han Han (1982), nato a Shanghai, oltre ad essere scrittore e musicista, è un popolare blogger. É tra i più influenti giovani scrittori cinesi. Le tre porte, pubblicato in Cina nel 2000, venne stampato in oltre 20 milioni di copie: aspra critica al sistema scolastico cinese, raccoglie testi inizialmente comparsi sul blog e poi riadattati. Le tre porte e Verso nord unonoveottootto sono i soli romanzi di Han Han oggi tradotti in italiano.

1988, trad. di Silvia Pozzi, Metropoli d’Asia, 2012.

Verso nord unonoveottootto, trad. di Sivia Pozzi, Metropoli d’Asia, 2012*.

Le tre porte, trad. di Silvia Pozzi Milano, Metropoli d’Asia, 2011*.

 

Yilin Zhong (1981) è una giornalista e scrittrice britannica nata in Cina. Il padre, redattore di una casa editrice, scontò il confino nel Sud della Cina durante la Rivoluzione Culturale, lavorando come minatore. Cinatown, mai tradotto in italiano, racconta la realtà degli emigrati cinesi che vivono in Inghilterra senza documenti.

Chinatown, Jiangsu Phoenix Literary Publishing House, 2015.

 
Xu Zechen (1978) è nato nel Jiangsu. Ha studiato letteratura cinese a Pechino ed è considerato uno degli autori cinesi più promettenti. Correndo attraverso Pechino racconta di una città che vende illusioni, alimentando disugaglianze e inguistizie economiche.

Correndo attraverso Pechino, trad. di Paolo Magagnin Palermo, Sellerio, 2014.

 
Xiaolu Guo (1973) nasce nella provincia del Zhejiang. É scrittrice e regista. Con La Cina sono io, uscito 25 anni dopo la strage di Tiananmen, racconta una storia di censura e dissidenza politica. “La Cina siamo noi. Il popolo. Non lo Stato” è la frase che condanna il protagonista del romanzo all’esilio, veicolando l’aspra critica che l’autrice muove alle politiche repressive del suo paese.

20 frammenti di gioventù vorace, trad. Gaia Amaducci, Milano, Metropoli d’Asia, 2015*.

La Cina sono io, trad. di Gaia Amaducci, Milano, Metropoli d’Asia, 2014*.

Il villaggio senza lacrime, trad. dall’inglese di Giuseppe Maugeri, Milano, Garzanti, 2010.

 
Zhou Weihui (1973) è nata nella provincia dello Zhejiang. Shangai Baby, censurato in Cina per la sua prosa irriverente e le esplicite scene di erotismo, viene comunque diffuso sul mercato nero e in breve diventa un best seller. I lavori di Zhou Wheiui sono spesso paragnati a quelli della collega Mian Mian.

Mille anni di preghiere, trad. di Eva Kampmann, Torino, Einaudi, 2007*.

Sposerò Buddha, trad. di Yuan Huaqing, Milano, Rizzoli, 2005.

Shanghai baby, trad. di Yuan Huaqing, Milano, Rizzoli, 2001*.

 
Mian Mian, nata a Shanghai nel 1970, è scrittrice e attrice. I suoi romanzi trattano spesso temi scottanti considerati tabù in Cina, e alcuni sono tutt’oggi censurati.

Nove oggetti di desiderio, trad. di Maria Rita Masci, Torino, Einaudi, 2001*.

 

Zhu Wen (1967), nato nella provincia del Fujian, è scrittore e regista. I suoi romanzi, accusati dalla critica d’essere impudici, nichilisti e violenti, muovono forti critiche alla condizione della Cina post-socialista .

Se non è amore vero allora è spazzatura, trad. di Paolo Magagnin, Milano, Metropoli d’Asia, 2011*.

Dollari, la mia passione (racconti), trad. di Maria Gottardo e Monica Morzenti, Milano, Metropoli d’Asia, 2009*.

 
Lijia Zhang (1964), nata a Nanchino, è scrittrice e giornalista. Socialiasmo è grande!, romanzo autobiografico, racconta una difficile giovinezza, dalla vita di fabbrica alle conseguenze dell’ascesa politica di Deng Xiaoping. Il titolo è il riferimento ad un canto in onore del partito comunista di Mao Tse-Tung. La storia si snoda tra le difficoltà della Cina post-maoista e le aspirazioni di una giovane donna condannata alla vita operaia.

Socialismo è grande! Memorie di un’operaia della nuova Cina, trad. di Simona Garavelli, ed. Cooper, Roma, 2009.

 
Yu Hua (1960), nato ad Hangzhou, è cresciuto durante la Rivoluzione culturale, sfondo storico di molte delle sue opere. Dal suo romanzo Vivere!, pubblicato in Italia da Donzelli, è stato tratto un film di cui il regime cinese ha vietato la distribuzione. Le sue opere sono tradotte in una ventina di lingue e pubblicate in tutto il mondo.

La Cina in dieci parole, trad. di Silvia Pozzi, Milano, Feltrinelli, 2012*.

Racconti di amore e di morte, a cura di Chiara Romagnoli, Milano, Hoepli, 2010*.
Arricchirsi è glorioso: Brothers, seconda parte, Milano, Feltrinelli, 2009*.
Brothers. Prima parte, trad.di Silvia Pozzi, Milano, Feltrinelli, 2008*.
Le cose del mondo sono fumo, a cura di Maria Rita Masci, Torino, Einaudi, 2004*.
Cronache di un venditore di sangue, trad. di Maria Rita Masci, Torino, Einaudi, 1999*.
L’eco della pioggia, trad. dal cinese di Nicoletta Pesaro, Roma, Donzelli, 1998*.
Torture, a cura di Maria Rita Masci, Torino, Einaudi, stampa 1997*.
Vivere! / traduzione di Nicoletta Pesaro, Roma : Donzelli, 1997*.

 
Yan Lianke è nato nel 1958 nella provincia dello Henan. Ha raggiunto la fama internazionale solo nel 2000, grazie alla traduzione inglese del romanzo Il sogno del villaggio dei Ding. É conosciuto per lo stile satirico con cui riesce ad aggirare la censura, pur affrontando temi scottanti.

Pensando a mio padre, trad. di Lucia Regola, Roma, Nottetempo, 2013*.
Il sogno del villaggio dei Ding, trad. di Lucia Regola, Roma, Nottetempo, 2011*.
Servire il popolo, trad. di Patrizia Liberati, Torino, Einaudi, 2006*.

 

Liu Xiaobo è nato a Changchun nel 1955. É stato il primo firmatario della Charta 08, un appello alla libertà di espressione, al rispetto dei diritti umani e all’urgenza di promuovere riforme volte alla democratizzazione della Repubblica popolare cinsese. Nel 2010 fu insignito del Premio Nobel per la pace. É detenuto in Cina dal 2009 per “incitamento alla sovversione dei poteri dello Stato”.
Monologhi del giorno del giudizio, a cura di Valeria Varriano, prefazione di Federico Rampini, Milano, Mondadori, 2011*.

 

Mo Yan (1955). Premio Nobel per la letteratura nel 2012, è scrittore e saggista. La maggior parte dei suoi romanzi e racconti è ambientata nella sua provincia d’origine, lo Shandong, dove nacque da una famiglia contadina. Nelle sue opere la critica alla società e al sistema politico cinese sono presenti ma indirette, tanto da non avergli mai causato problemi di censura, al contrario di altri intellettuali più esposti. Sorgo rosso è il suo lavoro più conosciuto.

Le canzoni dell’aglio, trad. di Maria Rita Masci, Torino, Einaudi, 2014*.

 

Le rane, trad. di Patrizia Liberati ; a cura di Maria Rita Masci, Torino, Einaudi, 2013*.

 

Cambiamenti, trad. di Patrizia Liberati, Roma, Nottetempo, 2011*.

 

Le sei reincarnazioni di Ximen Nao, trad. di Patrizia Liberati, Torino, Einaudi, 2009*.

 

Grande seno, fianchi larghi, trad. di Giorgio Trentin, Torino, Einaudi, 2002*.

 

L’uomo che allevava i gatti e altri racconti, Mo Yan, Torino, Einaudi, 1997*.
Sorgo rosso, trad. e cura di Rosa Lombardi, Roma, Theoria, 1994*.

 

Ma Jian è nato a Qingdao nel 1953. Pechino è in coma, uno dei testi più conosciuti dell’autore, racconta da un’inedita prospettiva gli eventi di piazza Tiananmen. Ma Jian, costretto all’esilio per aver pubblicato un testo critico relativo ad alcuni aspetti della cultura tibetana (Tira fuori la lingua, scritto nel 1987 e pubblicato in Italia nel 2008), vive a Londra. Nessuno dei suoi libri può essere pubblicato in Cina.

La via oscura, trad. di Katia Bagnoli, Milano, Feltrinelli, 2015*.

Pechino è in coma, trad. di Katia Bagnoli, Milano, Feltrinelli, 2009*.

Tira fuori la lingua : storie dal Tibet, trad. di Katia Bagnoli, Milano, Feltrinelli, 2008*.

Spaghetti cinesi, trad. di Nicoletta Pesaro, Milano, Feltrinelli, 2006*.

 

Qiu Xiaolong (1952) è scrittore e critico letterario cinese di lingua inglese. Partito da Shanghai nel 1988, dopo i fatti di piazza Tiananmen ha scelto di restare negli Stati Uniti, dove si era recato per studio, in seguito alle accuse di sostegno alle proteste studentesche da parte del governo cinese.

Nuove storie dal vicolo della Polvere rossa, traduzione di Fabio Zucchella Venezia : Marsilio, 2015*.
Cyber China, trad. di Fabio Zucchella, Venezia, Marsilio, 2014*.

Le lacrime del lago Tai, trad. di Fabio Zucchella, Venezia, Marsilio, 2013*.

 

La ragazza che danzava per Mao, trad. di Fabio Zucchella, Venezia, Marsilio, 2012*.

 

Di seta e di sangue, Milano, Mondolibri, 2011*.

 

Quando il rosso è nero, trad. di Fabio Zucchella, Venezia : Marsilio, 2006*.
Visto per Shanghai, trad. di Paola Vertuani, Venezia, Marsilio, 2004*.

 

La misteriosa morte della compagna Guan, trad. di Paola Vertuani, Venezia, Marsilio, 2002*.

 

 


Le bibliografie sono a cura della Biblioteca Amilcar Cabral.

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