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Guai a chi tocca la Cina:
l’orgoglio nazionale
nel rap di Chengdu
e nel proclama di Xi

La risposta delle band hip hop della Repubblica popolare alla star Usa Lil Pump nel giorno del proclama del presidente in occasione del quarantennale della stagione di “riforme e apertura” segnala l’umore di un Paese che non vuole più farsi mettere i piedi in testa. La leadership di Pechino rivendica il ruolo guida dello Stato nell’economia, mentre i giovani artisti-patrioti guidano la protesta contro gli ultimi insulti razzisti

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Cina/Usa, la rivalità
è strategica: se le daranno
di santa ragione
anche se/quando passerà
la crisi dei dazi sull’export

Pechino è pronta a importanti aperture nei confronti di Washington: in vista un massiccio aumento dell’import di merci, servizi e investimenti yankee nella Repubblica popolare, che danneggerà altri paesi che perderanno grosse quote. Ma la tregua nella guerra dei dazi è una medicina che cura solo il sintomo. Washington vuole frenare l’avanzata tecnologica e l’influenza globale di Pechino.

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Dolce e Gabbana, lo spot
“razzista” fa infuriare
i millennial nazionalisti
E la moda cinese ringrazia

Dopo la gaffe di dimaio sul “presidente Ping”, l’italietta si dà un’altra zappa sui piedi, con la réclame trasmessa su Weibo dalla celeberrima maison che scatena su internet le ire dei consumatori della classe media. Sembra assurdo, eppure una delle punte di diamante di un sistema-Paese che va avanti grazie alle esportazioni ignora le regole basilari del rispetto di un popolo con una cultura millenaria

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Xinjiang, nella Nuova era
non c’è spazio per le forze del male né per le lacrime
del coccodrillo yankee

Un gruppo di parlamentari Usa chiede a Trump sanzioni contro un membro del Politburo del Partito comunista cinese per la repressione nella regione a maggioranza islamica. Pechino tira dritto e investe 6 miliardi di dollari nella costruzione di un mega aeroporto che collegherà l’area con l’Asia centrale e l’Europa. Lo sviluppismo batterà il separatismo, l’estremismo e il terrorismo?

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La confindustria tedesca:
la Cina ormai ci sfida,
ridurre la dipendenza
dai suoi mercati

Basf, Volkswagen, Siemens… i colossi del Made in Germany continuano a espandersi nella Repubblica popolare, ma la Bdi lancia l’allarme: ormai stiamo affrontando una competizione sistemica tra il nostro approccio di libero mercato e il modello economico a guida statale di Pechino. La Nuova via della Seta? Uno strumento per imporre le loro regole anche nei paesi terzi

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Nel campus LUISS
arriva il Padiglione
del Partito comunista

L’ultima a salire sul carro di Pechino è la LUISS Guido Carli di Roma. L’Università privata controllata da Confindustria ha sottoscritto un accordo per “istituire un Padiglione […]

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Dante in Cina

Eric Salerno ricostruisce in un prezioso racconto la storia “perduta” di Eugenio Zanoni Volpicelli, console generale italiano nella Cina del sud a cavallo tra Ottocento e Novecento

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Spauracchi di guerra
e costruttori di pace

Il terzo vertice inter-coreano andato in scena ieri nell’area smilitarizzata al confine tra la Repubblica popolare democratica del Nord e il Sud alleato degli Stati Uniti d’America ha relegato definitivamente in soffitta […]

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Una svolta autoritaria
al passo coi tempi

Con l’annuncio del Comitato centrale della cancellazione del limite di due mandati per la presidenza della Repubblica popolare cinese, la campagna accentratrice di Xi Jinping, compie un decisivo passo avanti […]

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Trump dribbla la Cina
e prepara l’attacco a Kim

Nel suo primo discorso sullo stato dell’Unione, il presidente cita en passant il principale “rivale” strategico degli Usa, mentre si sofferma a lungo sulla minaccia nordcoreana e invoca l’upgrading dell’arsenale atomico yankee […]

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