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La Commissione europea
avvia un’inchiesta
sulla nuova via della Seta




 

La Commissione Europea ha aperto un’inchiesta su presunte irregolarità negli appalti per il tratto ungherese della linea ferroviaria veloce che dovrebbe collegare il porto ateniese del Pireo con l’Europa centrale nell’ambito della cosiddetta nuova via della Seta promossa dal governo cinese.

La concessione dei lavori è stata affidata dall’esecutivo di Budapest a due colossi di Stato cinesi, uno del settore ferroviario, l’altro di quello bancario.
L’indagine – rivelata oggi dal Financial Times – potrebbe assestare una battuta d’arresto al piano “One Belt, One Road”, la moderna via della Seta attraverso la quale la leadership di Pechino mira a dare nuovo impulso ai commerci tra Asia, Europa e Africa che dovrebbe mettere in moto opere infrastrutturali per un valore complessivo di oltre 900 miliardi di dollari. OBOR per Pechino è essenziale infatti anche al fine di esportare una parte delle sue gigantesche eccedenze di materiali – come acciaio e cemento – che le aziende cinesi affette da eccesso di capacità produttiva non riescono a vendere nel mercato interno.

 

L’inchiesta della Commissione si concentra sui 350 chilometri di linea ferroviaria ad alta velocità che dovrebbero collegare la capitale serba Belgrado a quella ungherese Budapest, riducendo i tempi di percorrenza a tre ore dalle attuali otto: il sospetto è che il governo ultraconservatore guidato da Viktor Orban abbia proceduto – contrariamente a quanto prescritto dalle regole Ue – all’assegnazione degli appalti senza gara pubblica.

 

 

Un eventuale stop alla tratta Belgrado-Budapest costituirebbe fonte d’imbarazzo per Pechino, che aveva ottenuto l’ok dei paesi dell’Europa centrale e orientale alla costruzione della linea durante un summit del Gruppo 16+1 del 2013.
La ferrovia ad alta velocità Belgrado-Budapest è un tratto della linea che dovrà trasportare le merci cinesi in Europa centrale dal Porto del Pireo, passando per la Macedonia, la Serbia e l’Ungheria.

 

Per la tratta ungherese (il valore dell’appalto è di 1,8 miliardi di dollari) non ci sarebbe nessun contratto ma solo – riferisce il quotidiano finanziario britannico – “un patto tra l’Ungheria e la Cina che stabilisce che le compagnie designate dai rispettivi governi dovranno ‘cooperare per lo sviluppo’ del progetto”. Lo stesso testo aggiungerebbe che le due aziende di Stato cinesi (i colossi di Stato China Railway International Corporation e la Export-Import Bank of China) dovranno agire come contractor e finanziatore dell’impresa, che dovrà essere materialmente eseguita dalle Ferrovie dello Stato ungheresi.

 

Il governo ungherese non ha negato l’avvio dell’inchiesta della Commissione, ma ha sottolineato l’esistenza di un accordo scritto con Pechino, comprensivo di un’appendice che specificherebbe come lo stesso si attenga alle leggi europee sugli appalti.



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