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Salta l’acquisto
della tedesca Aixtron
L’ira di Pechino: gli Usa
politicizzano il mercato




Bloccata sul punto di rilevare l’ennesima azienda hi-tech europea – Aixtron -, la Cina alza la voce con gli Stati Uniti, protestando contro quella che definisce “politicizzazione di normali acquisizioni commerciali”.

 

Al centro dello scontro tra la prima e la seconda economia del mondo c’è l’affaire Aixtron, la compagnia tedesca la cui acquisizione da parte di un fondo cinese è stata bloccata dal presidente Usa, Barack Obama, che il 2 dicembre scorso ha ordinato al Fujian Grand Chip Investment Fund (FGC) di “abbandonare completamente e definitivamente” l’acquisto dell’azienda produttrice di semiconduttori, sulla base delle raccomandazioni della Commissione sugli investimenti esteri negli Stati Uniti (CFIUS) che aveva ritenuto che “la transazione rappresenta un rischio per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti”. Secondo Washington, la tecnologia di Aixtron ha “applicazioni militari”.
Ma da Pechino ribattono che il governo cinese “si oppone fermamente alla politicizzazione di qualsiasi acquisizione commerciale”.

 

Aixtron rappresenta il terzo caso in trent’anni di acquisizione da parte di un’azienda cinese bloccata dal presidente statunitense per ragioni di sicurezza. Lo stop di Obama è stato possibile in base a una legge federale che dà al presidente la possibilità di bloccare l’acquisizione da parte di un’azienda straniera di un’altra che possegga asset negli Usa (Aixtron ha un centinaio di dipendenti a Sunnydale, in California).
Ieri Aixtron – i cui vertici aziendali avevano difeso il passaggio ai cinesi ma che erano stati fermati dal vice cancelliere, Sigmar Gabriel, che il mese scorso aveva manifestando la contrarietà del governo tedesco la – ha annunciato ufficialmente che FGC ha rinunciato ad acquistare l’azienda europea, per la quale aveva offerto 670 milioni di euro.

 

 

 

E oggi si è fatta sentire la voce del governo di Pechino. “Gli Stati Uniti, nel nome della sicurezza nazionale, si discostano frequentemente dai principi di mercato e del commercio, interferendo in normali pratiche commerciali”, ha dichiarato Shen Danyang. Secondo la portavoce del ministero del Commercio (MOFCOM), l’accordo raggiunto tra Aixtron e FGC era pienamente conforme “alle pratiche internazionali e ai principi di mercato e non avrebbe dovuto subire l’influenza della politica”.
Lunedì scorso, il portavoce del ministero degli Esteri, Lu Kang, aveva dichiarato che Pechino “si oppone fermamente alla politicizzazione di qualsiasi acquisizione commerciale”.

 

Come da prassi ormai consolidata  nelle acquisizioni cinesi in Europa più “sensibili”, anche per Aixtron – in base all’accordo raggiunto – la tecnologia e le attività di ricerca e sviluppo sarebbero rimaste ad Herzogenrath, la città della Renania-Vestfalia sede dell’industria hi-tech.

 



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