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Storico accordo di libero scambio tra Australia e Cina




 

Il governo cinese ha sottoscritto oggi con quello australiano un accordo di libero scambio (FTA) in base al quale verranno aboliti i dazi doganali sul 95% dell’export di Canberra verso la Repubblica popolare e favoriti gli investimenti di Pechino sull’Isola.

“Quest’intesa darà alle nostre nazioni un accesso reciproco senza precedenti ai rispettivi mercati”, ha proclamato il premier australiano Tony Abbott.

Lo storico accordo – i negoziati erano iniziati nell’aprile 2005 – è stato siglato oggi a Canberra dal ministro del commercio cinese, Gao Hucheng, e da quello australiano, Andrew Robb.

 

In un primo momento verranno cancellati i dazi sull’85% delle esportazioni australiane; l’esenzione verrà e stesa in un secondo momento al 95% dell’export di Canberra.

La Cina è attualmente il primo partner commerciale di Canberra, e gli scambi bilaterali tra i due paesi ammontano a 109 miliardi di euro annui.

 

Negli ultimi mesi l’economia australiana è stata colpita duramente dalla diminuzione della domanda di materie prime dalla Cina, causata a sua volta dal rallentamento della crescita del Dragone.

In conseguenza dell’accordo (che riguarda merci, servizi e investimenti), i prodotti energetici e le risorse naturali australiane potranno affluire liberamente in Cina e le aziende cinesi saranno agevolate nei loro investimenti in Australia.

 

I sindacati australiani temono che i visti temporanei (un altro punto dell’accordo prevede facilitazioni nella concessione di visti d’ingresso ai cittadini cinesi) verranno utilizzati per esportare sull’Isola manodopera cinese a basso costo.

 

Secondo Xinhua, nelle nuove circostanze (il cosiddetto “new normal” cinese e la parallela ristrutturazione dell’economia australiana) “l’accordo di libero scambio aiuterà a realizzare la complementarità economica e i benefici reciproci tra i due paesi e giocherà un ruolo chiave sia nella transizione cinese, sia in quella australiana”.

L’agenzia di stampa governativa ricorda che “sebbene il crollo del prezzo delle materie prime e la ristrutturazione dell’economia cinese hanno fatto temere l’esaurimento del boom minerario australiano,  il volume delle esportazioni in Cina di minerali ferrosi australiani è rimasto alto e l’anno scorso ha raggiunto il record di 548 milioni di tonnellate (+31,6% rispetto al 2013)”.

 

Pechino ritiene che il volume dell’export australiano in Cina si manterrà alto nei prossimi anni, in conseguenza del processo di industrializzazione e urbanizzazione della Repubblica popolare.

Secondo l’ambasciatore cinese in Australia, Ma Zhaoxu, nei prossimi cinque anni Pechino importerà da Canberra beni e servizi per 10.000 miliardi di dollari e investirà sull’Isola 500 miliardi di dollari.

 

17 giugno 2015

 



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